Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

venerdì 30 ottobre 2015

Caro Bologna...un anno di...

                                            

Di sicuro noi tifosi del Bologna non ci annoiamo… nell’ultimo anno abbiamo vissuto quello che potrebbe essere definito in un gergo attuale “un’infinità di emozioni zippate”… tante sono state per essere ricordate e compresse nella nostra memoria. Piano piano le estraiamo, e scopriamo come si è definito il nuovo mondo rossoblù; con interesse per tutto quello che potrà essere ricordato per sempre, che ruota nel mondo del pallone, e anche i  profani avranno un’indicazione di come è questo mondo… si sono incrociati: sofferenza, sentimento, ricordi, felicità, delusione, realtà e speranza. Tutti insieme, tanti aggettivi che, mai come questa volta, resteranno nella memoria dei tifosi di tutte le attuali generazioni.

Provo a tradurre in concreto questi aggettivi che rappresentano lo stato d’animo dei tifosi:

Sofferenza: il passaggio societario vissuto dai tifosi come un vero calvario causato dall’innominabile ex presidente Guaraldi, che sarà ricordato come il peggiore della gloriosa storia rossoblù; fondamentale la determinazione “americana” di Joey Saputo e Joe Tacopina di volere fortemente la società,  riuscendo poi a conquistarla vincendo la diffidenza di chi pensava che fossero incerti, avventurieri, inaffidabili, e abbracciando i tifosi che volevano questo cambiamento.

Sentimento e ricordi: il vero artefice del miracolo della rinascita rossoblù è stato Joe Tacopina. La città tutta, non solo quella sportiva, ha scoperto cosa significasse essere “tifosi del Bologna”… dando lustro alla società per anni calpestata nella sua credibilità, riconoscendo i meriti del passato e onorando i campioni che hanno fatto la storia visitando il cimitero della Certosa, ridando la giusta importanza con il ruolo di “presidente onorario” all’ultimo grande presidente Gazzoni Frascara, sorpreso e contento di questo importante riconoscimento, riaprendo il dialogo con le Istituzioni cittadine, e ultimi ma primi, noi tifosi,  mai retrocessi, coi quali aveva instaurato un rapporto straordinario… disponibilità a 360 gradi con foto e abbracci per tutti.

Felicità: si chiama Joey Saputo.Teniamocelo stretto. Tanti soldi investiti, dopo l’ultimo aumento di capitale del 28 ottobre 2015, circa 105 mln di euro in totale! Subito idee chiare nel formare un assetto societario che desse le maggiori garanzie per un progetto di lunga durata, con figure importanti ricercate per avere esperienza e capacità nel settore. Per i tifosi un sogno ad occhi aperti dopo tanti anni di incertezze, silenzi, bugie. Nonostante lo spessore di quest’uomo, che dimostra grandi capacità manageriali, c’è ancora chi lo critica. I cosiddetti “maigoduti” che non si sa dove possano trovare la “felicità”… Ma felicità si chiama anche serie A!!!! Un solo anno in serie B,play off sofferti, ma una grande festa!!! Bologna ancora una volta tinta di rossoblù, tra i souvenir più ambiti i pezzetti bianchi di rete della porta difesa da Da Costa… poi tutti in piazza, ancora una volta, sapendo che stavolta sarebbe stato diverso… e tutti su quel carro, ovviamente anche i detrattori più accaniti!!!

Delusione: premetto che sono tra quelli che non amano questa parola, perché alla fine gli obiettivi sono stati raggiunti e lo saranno anche quest’anno. Va però riconosciuto che non sono solo i “maigoduti” a parlarne ma anche una parte di tifosi: la prima delusione della nuova società è in serie B; il mercato del gennaio 2015 avrebbe dovuto far fare il salto di qualità e passare dal secondo posto del girone di andata, ad un primo o secondo a fine stagione, senza patemi... 10 mln di euro spesi da Saputo, con Corvino finalmente operativo (era stato liquidato Fusco). Un mercato promosso anche dalla maggior parte dei tifosi,  che si rivelerà invece alla fine meno efficace delle aspettative… azzeccati gli acquisti di Sansone, Gastaldello, Da Costa ed in parte Krsticic, meno Mancosu e Mbaye. Il licenziamento di Lopez dopo la sconfitta col Frosinone, evidenziò una caratteristica dell’attuale dirigenza societaria. La tendenza ad aspettare a licenziare un tecnico, non per incapacità decisionale, ma per un’inerzia che tende a dare delle chances al tecnico in carica… si è ripetuta anche con Rossi, fino all’avvicendamento con Donadoni.
Qualcosa non ha funzionato anche nel ritiro estivo dell’anno in corso… complice anche il ritardo dovuto ai play off, Rossi ha fatto la preparazione estiva senza la spina dorsale della squadra… solo la difesa poteva considerarsi definita, gli altri due reparti no. C’è da fare sicuramente una critica al sistema, perché non può esserci ancora il mercato aperto quando inizia il campionato… le operazioni andrebbero concluse molto prima.  Qui ci furono delle responsabilità da parte di Saputo, che non consentì a Corvino di concludere almeno due delle trattative che aveva opzionato da tempo (Duncan e Defrel). Il DS portò poi a termine altri acquisti, in linea con il suo modo di operare, cioè investendo sui giovani. Diawara, Donsah, Rizzo, Pulgar sono pensati per una mediana di prospettiva che fa ben sperare. Brighi, Brienza e Taider hanno più esperienza, e Giaccherini, Mounier(già 3 reti al suo attivo) e Destro, sulla carta potevano dare, e secondo me daranno, le giuste garanzie. La difesa con Mirante e Rossettini poteva considerarsi definita. Restano tuttora da chiarire alcune situazioni che non rientravano nelle idee di Rossi. Crisetig (è un under 21), Mbaye, Krafth (da vedere) sono giocatori che potrebbero avere una diversa considerazione da Donadoni, come del resto Morleo…
Il capitolo Rossi è delicato… rinnovato automaticamente il suo contratto per la promozione, Delio, ottimo tecnico, fu forse troppo morbido quando capì che non poteva avere la squadra a disposizione già dal ritiro estivo, cosa questa che l’avrebbe poi costretto a recuperare in tempi successivi. Ho seguito diversi allenamenti e ho notato come fosse differente il suo modo di insegnare calcio rispetto a Lopez… un calcio curato nei particolari, che necessitava di tempo per essere assimilato dai giocatori e per il recupero di quelli più quotati. In questo caso la delusione può essere riferita alla posizione di Destro, o di Mancosu come nella gara con l’Inter… un solo attaccante che deve fare reparto da solo e riceve palloni col contagocce… e quando fallisce l’unica, o le pochissime occasioni che gli capitano, oltre a lui ne soffre tutta la squadra.
Tra le delusioni anche l’uscita di Tacopina… ci mancherà..

Realtà: terz’ultimo posto in classifica con 6 punti; 10 partite giocate con 2 vittorie e 8 sconfitte; 6 gol fatti (peggior attacco della serie A), 15 reti subite. Poco da dire…


Speranza: oggi è stato presentato ufficialmente il nuovo tecnico: Roberto Donadoni. Ho sentito la conferenza stampa, mi ha fatto una buona impressione. Tra le risposte più interessanti quella di non lasciare Destro da solo in attacco, la valutazione di tutti i giocatori dopo averli conosciuti senza escludere nessuno (ha ricordato che Crisetig è un under 21), l’importanza dei due prossimi impegni con l’Atalanta in casa e il Verona fuori, la scelta di Bologna per il progetto, che ha preferito ad altre destinazioni più remunerative,  l’importanza di avere un presidente più giovane di lui ma con solidità economica e altro con risposte convincenti. Vedremo se il cambio tecnico porterà i benefici. Noi speriamo tutti di si.

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Massimo Turricchia

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