Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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venerdì 23 ottobre 2015

ANDIAMO A CARPI.

O meglio, a Modena. O forse no, perché ieri il patron dei canarini Caliendo ha impedito al Carpi di allenarsi al Braglia, attaccandosi ad una questione di lana caprina. Comunque il sindaco di Modena ha convocato le parti in causa, ed ha ribadito il pieno diritto del Carpi di usufruire del terreno di gioco, diffidando il Modena dal prendere altre iniziative simili. Di conseguenza, domani si dovrebbe giocare regolarmente al Braglia, stadio scelto dal Carpi per poter affrontare al meglio la propria avventura in Serie A. Il match conta quattro precedenti, con due vittorie per parte. Il nostro miglior risultato risale addirittura al 30 novembre 1919, quando ancora non esisteva il campionato a girone unico; vincemmo 6-2, grazie soprattutto ad una tripletta di Perin. La peggior sconfitta è invece il 3-0 maturato lo scorso 1 aprile, al termine di una disastrosa serata che spalancò al Carpi l’autostrada per la promozione diretta e al tempo stesso creò le premesse per il successivo allontanamento di Diego Lopez dalla nostra panchina. In questo caso, dunque, il peso della tradizione conta ben poco. Conta molto di più una domanda: con che stato d’animo ci presentiamo in campo? Nei giorni scorsi i dirigenti non hanno fatto certo una bella figura: passi Di Vaio, che è un debuttante, ma Corvino e Fenucci non escono bene dalla vicenda del quasi-esonero di Delio Rossi. E se Corvino, in fin dei conti, può giustificarsi dicendo che potrà mettere rimedio alle cappelle estive solo durante il mercato di gennaio, trovo assolutamente inqualificabile il comportamento di un dirigente di ventennale esperienza come Claudio Fenucci. Posso concedergli l’attenuante di essere rimasto spiazzato dall’improvviso passo indietro di Guidolin, dovuto ad una telefonata partita da Verona, ma un passaggio del genere doveva essere gestito con maggior tatto e discrezione. Invece così non è stato, e domani sulla nostra panchina siederà un tecnico sicuramente delegittimato, inseguito da una ridda di voci e da una rosa di nomi: Prandelli ( che piace molto a Joey Saputo ), Donadoni ( che non piace a Corvino ), Spalletti ( sogno non troppo proibito di Luca Saputo ), Montella ( molto amico di Corvino, ma con una clausola rescissoria di cinque milioni da dover pagare alla Fiorentina ), Del Neri ( inattivo da tre anni ), per concludere con Corini e Di Carlo, specialisti nel salvare a turno il Chievo. Il rischio che la squadra non segua più un allenatore destinato a saltare è maledettamente concreto; inoltre, non è detto che una vittoria scaccerebbe i fantasmi: martedì ci aspetta un’Inter piuttosto in salute, e il problema potrebbe ripresentarsi come se non peggio di prima. Non ci resta che aspettare le 18 di domani, sperando che Delio Rossi riesca a mettere a frutto la propria preziosa esperienza.


Paolo Milito

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