Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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Il Bologna è la squadra del mio cuor...

sabato 26 luglio 2014

Piccole e grandi manovre

Negli ultimi giorni sono accaduti alcuni episodi che, presi singolarmente, appaiono di poco conto, quasi insignificanti, ma potrebbero avere, nel loro insieme, un peso notevole nell'immediato futuro del Bologna. Partiamo dalle vicende societarie. Un gruppo di associati a Futuro Rossoblù ha raggranellato la simbolica cifra di 500 Euro, e li ha versati nelle casse sociali a titolo di aumento di capitale. Badate bene, questi pochi soldi sono entrati nelle casse del Bologna, non in quelle della controllante Bologna 2010, ovvero di Albano Guaraldi. La differenza è piccola ma sostanziale: questo modesto versamento dà titolo all'Associazione, azionista di minoranza del Bologna, di poter controllare i movimenti futuri del Capitale Sociale in vista della fatidica scadenza del 15 ottobre. In parole povere, chiunque volesse, sia tra i vecchi associati che tra eventuali nuovi iscritti, mettere sul piatto i famosi 13 milioni mancanti, anche in forma anonima, può farlo. Ovviamente, in quel caso il 51% del Capitale Sociale passerebbe sotto il controllo dell'intera Associazione, non del singolo associato. Da più parti abbiamo dovuto incassare sorrisetti di compassione e commenti di scherno, a mio avviso fuori luogo: se, come mi sembra di aver capito, c'è in giro per Bologna gente facoltosa che teme, investendo soldi nel calcio, di perdere la faccia, con questo sistema ha la possibilità di rendersi utile alla causa Rossoblù senza rischiare più di tanto. Veniamo alla squadra. Dopo il sofferto arrivo di Maietta e la cessione, prevalentemente in prestito, di vari giovani in soprannumero, Filippo Fusco deve ora cercare di liberarsi degli ingaggi più pesanti, stando attento a non svendere come ha dovuto fare invece nelle settimane scorse, quando aveva necessità di far quadrare i conti per garantire l'iscrizione del club alla Serie B. L'atteggiamento assunto dai nostri presunti big non lo aiuta: Bianchi non vuole andare in Grecia, nonostante la prospettiva di giocare in Champions League, e punta i piedi anche di fronte all'eventualità di restare sotto le Due Torri spalmando l'ingaggio con l'aggiunta di un anno di contratto. Più o meno simile il comportamento di Pazienza, il quale, convocato in ritiro, si è prodotto in delle azioni talmente indisponenti da convincere il tecnico Lopez a spedirlo a Casteldebole, a far compagnia a Bianchi. I due, a quanto pare, sono destinati a non restare da soli: nella serata di ieri ha lasciato Sestola Archimede Morleo, ufficialmente perchè afflitto da una lombalgia ( tenendo presente che il suo procuratore aveva manifestato perplessità di fronte alla prospettiva di una riduzione dell'ingaggio ); inoltre, sembra proprio che Lopez non ritenga di poter trarre grande giovamento dalle prestazioni di Acquafresca e Paponi, nonostante gli siano stati caldamente raccomandati rispettivamente da Ballardini e Di Vaio, e di conseguenza entrambi gli attaccanti sarebbero in procinto di raggiungere i compagni rimasti in città. Riguardo al caso Pazienza, Fusco ha dapprima tentato goffamente di smentire che ci fossero stati degli attriti con Lopez, salvo poi arrendersi all'evidenza una volta che la cosa è stata di pubblico dominio. Ma lo capisco. Questa faccenda mi ha riportato alla memoria un'intervista rilasciata a " Stadio " nel 1977 dal nostro ex DS Filippo Montanari, in cui quest'ultimo confessava di essersi trovato spesso in difficoltà sul mercato a causa della presenza in squadra di giocatori incedibili, ovvero talmente inguardabili che le altre squadre non li volevano neanche  in regalo !!! E' chiaro che Fusco stia cercando di indorare la pillola, e questi atteggiamenti di Pazienza non lo aiutano certamente a trovargli una sistemazione, fermo restando che l'ex juventino dovrebbe innanzi tutto ricordarsi di essere un professionista, e quindi di dover rispettare determinati limiti. Infine, la costruzione del nuovo telaio: sistemata adeguatamente la linea centromediana, in apparenza senza problemi la difesa, resta il problema degli attaccanti. In Serie B, in passato, abbiamo avuto grandi soddisfazioni dall'impiego di gente chiamata Marronaro, Marazzina, capace di arrivare largamente in doppia cifra a differenza di quanto fatto, prima e dopo, in Serie A. Questo sarebbe un punto a favore di Bianchi, ma temo che il centravanti bergamasco ritenga le proprie terga troppo nobili per poterle appoggiare nella categoria inferiore. Meglio quindi tentare di riuscire a prenderne almeno due fra Ardemagni, Cacia ed il ternano Antenucci. Sicuramente Fusco, che conosce il pianeta-calcio meglio di quanto voglia dare a vedere, dovendo fare i conti col poco denaro a disposizione sta cercando di mettere le mani su qualche nome adatto alla categoria ma di cui in questo momento si parla poco o non si parla affatto. Insomma, il nostro attuale uomo-mercato mi ispira più fiducia rispetto a quanta me ne suggeriva Zanzi; sarà il campo a dirmi se ho visto giusto oppure no.


Paolo Milito

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