Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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Il Bologna è la squadra del mio cuor...

venerdì 28 ottobre 2016

IN ATTESA DELLA VIOLA.

Domani alle 18 al Dall’Ara va in scena una delle gare più sentite del calcio italiano, il cosiddetto Derby dell’Appennino. Il confronto vanta la bellezza di 70 precedenti, giocati esclusivamente in Serie A e in Coppa Italia, con un bilancio nettamente favorevole ai nostri colori: 28 vittorie del Bologna, 16 della Fiorentina e ben 26 pareggi. La nostra vittoria più robusta risale al 5 gennaio 1941: 5-3, dovuto ad una doppietta di Puricelli ed alle reti di Reguzzoni, Andreoli e Biavati, a cui seguì una replica dei viola consistente nei gol di Di Benedetti e Menti II completata da un autogol del nostro Pagotto. Il 5 aprile 1959, invece, fu la Fiorentina ad imporsi con un sonoro 4-0, tripletta di Petris arricchita da una rete di Hamrin. Molto combattuta fu la partita del 21 maggio 1961: finì 3-3; per noi, doppietta di Pascutti e gol di Vinicio, per i nostri avversari doppietta di Hamrin e gol di Milan. Come si è visto, stiamo parlando di altri tempi: in epoca recente le due squadre hanno segnato in maniera molto più contenuta. Domani riceviamo una squadra ben posizionata in classifica, alla ricerca di punti per poter coltivare ulteriori ambizioni. Non siamo nelle condizioni di doverci disperare, ma abbiamo ancora, come succede da parecchio tempo, la necessità di correggere alcune sbavature. In particolare, il Bologna deve acquisire la capacità, una volta andato in vantaggio, di mantenerlo fino alla fine della partita, magari rafforzandolo con qualche altra segnatura. Certo, a voler rianalizzare gli ultimi tre pareggi appare evidente come siano maturati in condizioni molto differenti tra loro: contro la Lazio un arbitraggio discutibile ha quasi vanificato la resistenza dei nostri ragazzi agli assalti dei biancocelesti, il Sassuolo ha beneficiato di un calo alla distanza mentre il pareggio del Chievo è stato un favoloso regalo goffamente confezionato dal mai troppo rassicurante Mbaye. La squadra comunque c’è. Insomma, con questi non si retrocede. Piuttosto Donadoni dovrà lavorare sulle teste in modo da ottenere maggior continuità nella concentrazione ( contro il Sassuolo nel primo tempo il nostro possesso palla è stato del 65%, e nel secondo si è praticamente dimezzato ), allo scopo di evitare, in futuro, di essere raggiunti sul pareggio dopo aver condotto la gara sempre in vantaggio. È vero, rispetto al recente passato siamo messi molto meglio, ma è quanto meno scocciante dover constatare che, con qualche disattenzione in meno, potremmo trovarci al secondo o terzo posto in classifica. Siccome il potenziale c’è, a questo punto sarebbe meglio farlo fruttare. Scendendo nei dettagli, la presenza in panchina di un tecnico come Donadoni è rassicurante: il bergamasco non si scompone mai di fronte alle difficoltà, e finora ha gestito brillantemente l’emergenza portieri e l’ennesimo problema di Destro, per cui saprà sicuramente ovviare in maniera efficace anche alla mancanza di Maietta, il cui infortunio per fortuna si è rivelato meno grave del previsto. Dunque andiamo ad affrontare la Fiorentina, per ribadire una grande tradizione e, perché no, per dare una bella soddisfazione al Presidente Saputo, che sarà presente al Dall’Ara.


Paolo Milito

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