Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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Il Bologna è la squadra del mio cuor...

domenica 10 aprile 2016

UN PERCORSO ACCIDENTATO.

Roma-Bologna, una classica del nostro calcio, vanta 71 precedenti distribuiti tra Serie A e Coppa Italia. Il bilancio racconta di 30 vittorie giallorosse, 18 Rossoblù e ben 23 pareggi. La vittoria romanista più altisonante è quella conseguita nell’ultima occasione in cui le due squadre si sono affrontate all’Olimpico: il 29 settembre 2013 la Roma di Rudi Garcia, lanciata verso un filotto di partite utili consecutive, inflisse una durissima lezione al Bologna di Pioli, partito con l’intenzione di “ alzare l’asticella “ e destinato a salutare la compagnia poco dopo le feste di Natale, mentre la barca affondava inesorabilmente; 5-0 il risultato finale,con Gervinho, autore di una doppietta, in grande evidenza. Il nostro miglior risultato, invece, risale al 10 ottobre 1954: finì 4-3 per noi, grazie anche ad una doppietta di Gino Pivatelli. Per motivi diversi, poi, ritengo degne di nota altre due nostre vittorie: il 30 settembre 1979, al 40° del primo tempo il nostro allenatore Marino Perani fece scendere in campo Luciano Chiarugi, campionissimo sbarcato a Bologna per spendere dignitosamente gli ultimi calci di una gloriosa carriera, e tutt’intorno fu un fiorire di sorrisetti di compassione, che svanirono quando “ Cavallo Pazzo “ mise a segno il gol del definitivo 2-1 in nostro favore; il 16 settembre 2012, poi, il Bologna visse un pomeriggio all’inferno e ritorno quando, trascinato dall’impeto di Diamanti e Gilardino, ribaltò nel 3-2 finale l’iniziale svantaggio di due reti. Per quanto riguarda i giorni nostri, la situazione è chiara: da una parte ci sono i padroni di casa, la squadra attualmente più in forma del torneo, in cerca di tre punti che darebbero la quasi certezza del secondo posto in classifica; dall’altra ci siamo noi, reduci da tre sconfitte consecutive e non ancora matematicamente salvi. Di sicuro, i giocatori che fino a un mese fa incantavano le folle non possono certo aver dimenticato come si gioca a calcio, per cui non credo di essere entrato in una crisi irreversibile. Resta da capire cosa ci sia alla base di questa prolungata battuta d’arresto: se lo spogliatoio abbia digerito male le voci su una possibile partenza di Donadoni, se ancor di più abbia inciso l’ormai certo prossimo addio di Corvino, o se piuttosto non sia subentrato, più che un appagamento, un certo sintomo di inerzia dovuto al fatto che, pur vincendo tutte le partite, da un certo momento in avanti non sarebbe stato più possibile ottenere un risultato migliore del semplice piazzamento a sinistra della classifica. Oltretutto, Donadoni dovrà fare i conti con parecchie assenze, vuoi per squalifica ( Giaccherini ) o per lungodegenza ( Destro ) per non parlare degli acciaccati dell’ultima ora, come Oikonomou, Taider e Mounier. Un discorso a parte merita Franco Zuculini: a lungo invocato, l’argentino, al primo impegno importante dopo la malattia, ha cambiato la partita ma ha subito dovuto fare i conti con un risentimento al ginocchio operato, il che fa pensare che la guarigione non sia stata poi così completa come lo staff sanitario aveva raccontato. Guardando poi il rendimento degli acquisti di gennaio, mi viene da pensare che non sarebbe stato disdicevole, durante il mercato estivo, fare un piccolo sforzo economico per trattenere Cacìa e Sansone, due elementi che in questo frangente ci avrebbero fatto molto comodo. Ma tant’è. A questo punto è necessario che i giocatori rimangano concentrati, con l’obiettivo di raggiungere al più presto possibile la quota-sicurezza di quaranta punti, in linea, come ha ribadito Saputo, con gli obiettivi stagionali, in modo da allontanare definitivamente i fantasmi di un possibile bis del gran finale nefasto che si verificò nel 2005. Mi sembra che le forze a disposizione siano sufficienti per lo scopo, per cui possiamo aspettare gli eventi animati da una cauta fiducia.


Paolo Milito

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