Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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Il Bologna è la squadra del mio cuor...

sabato 3 maggio 2014

Quando c'erano gli spari sopra ...

Chissà, forse Vasco Rossi, nel momento in cui scriveva " Gli spari sopra ", stava pensando alla sparatoria scoppiata alla stazione di Torino al termine del quarto spareggio fra Genoa e Bologna per la qualificazione alla finale-scudetto del 1925. O forse no. Quel che è certo è che all'epoca la partita era molto sentita dalle due tifoserie, al punto da arrivare a prendersi a revolverate !!! Genoa-Bologna conta, in Serie A, " solo " 45 precedenti, nonostante entrambe le squadre vantino una storia ultracentenaria. Questo perchè una volta esauritosi il periodo d'oro, foriero di nove scudetti per i genovesi e sei per i nostri colori, nel dopoguerra le due Società hanno conosciuto alterne fortune, trovandosi l'una a vincere lo scudetto o comunque a disputare il massimo campionato mentre l'altra impelagata addirittura in Serie C, e viceversa. Il bilancio è curiosamente tendente ad un sostanziale pareggio, in quanto il Genoa ha vinto quattordici volte, il Bologna dodici e le restanti partite sono terminate in parità. Dunque, il principale filo conduttore di Genoa-Bologna è un ricordo pirotecnico, dovuto ad una sparatoria risalente al secolo scorso; non è da meno un ricordo più recente, risalente al 28 febbraio 2010: il Bologna di Colomba vinse 4-3 in casa dei Grifoni, sotto una bufera spaventosa che aveva messo in forse fino all'ultimo la disputa della gara e reso necessario l'uso dei riflettori in pieno giorno. Le due squadre se le diedero di santa ragione, coi padroni di casa tre volte in vantaggio e raggiunti via via dal rozzo ma efficace Buscè e da una tripletta del brasiliano Adailton, ex dal dente avvelenato. Domani una cosa del genere non credo proprio sia possibile che si realizzi. Il Genoa di Gasperini è ormai salvo ma, come la Fiorentina di sabato scorso, è una squadra, a differenza del Bologna, che purtroppo è solo un'accozzaglia di presunti professionisti del pallone. Siamo ormai all'epilogo di una stagione disgraziata, in cui gli errori dei dirigenti hanno fatto il paio con quelli dei giocatori. In mezzo ci siamo noi tifosi, che non abbiamo fatto mai mancare il nostro sostegno, neppure in momenti e in situazioni in cui, da altre parti, come minimo sarebbero volati dei ceffoni all'indirizzo degli sconclusionati protagonisti. L'ultima frescaccia guaraldiana risale a sabato scorso, poche ore prima del match: il presidente barbuto si è presentato d'improvviso davanti ai giocatori minacciando di trattenere tutti in caso di retrocessione, cosa assolutamente impossibile in quanto più di metà squadra è in scadenza di contratto e quasi tutti gli altri sono prestiti o comproprietà dai costi insostenibili per questa Società anemica. Per quanto riguarda la vendita del club, ufficialmente tutto tace. In realtà sembra che il re delle stazioni ecologiche, Becchetti, stia continuando le trattative a fari spenti; fonti attendibili dicono che il discorso sia bloccato sull'ostinazione, da parte di  Guaraldi, a convincere l'acquirente della necessità di realizzare il nuovo Centro Tecnico, spesa che Becchetti ritiene assolutamente inopportuna da sostenere. Andiamo avanti così, sperando che nelle ultime tre partite i nostri eroi abbiano un sussulto d'orgoglio, utile quanto meno ad evitare all'ultimo momento una retrocessione che, fra le righe, è sembrata in realtà annunciata fin dai giorni del ritiro estivo. Speriamo bene.



Paolo Milito

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