Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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Il Bologna è la squadra del mio cuor...

giovedì 21 dicembre 2017

RIDE BENE CHI RIDE PER ULTIMO.

Il viaggio verso il Natale ci porta, nell'assurda collocazione di un venerdi pomeriggio, ad affrontare a domicilio il Chievo, ossia la nostra avversaria per antonomasia dell’Era 2.0, punto di riferimento di tutte le nostre strategie in prospettiva-salvezza, o peggio. Siccome il Chievo ha preso a frequentare i cosiddetti piani alti solo a metà degli Anni ’90, il confronto vanta un numero basso di precedenti. A Verona le due squadre, fra Serie A, B e C, si sono affrontate finora per quindici volte, totalizzando sette vittorie del Chievo, una del Bologna e sette pareggi. La vittoria più notevole degli scaligeri risale al 23 marzo 2014: 3-0, doppietta di Paloschi e gol di Rigoni. Il nostro unico successo, incredibile ma vero, lo dobbiamo ad uno dei rarissimi gol segnati con la nostra maglia da Robert Acquafresca. Quando è finita in parità, il risultato è stato 0-0 oppure 1-1, spesso al termine di gare combattutissime e fondamentali nella lotta per non retrocedere. Domani ci troveremo di fronte ad un avversario che ha i nostri stessi punti in classifica, e tutto sommato gli stessi obiettivi. Siamo reduci dalla pesante sconfitta rimediata contro la Juve, dovremo ancora rinunciare a Palacio e ci troveremo a fare i conti con le conseguenze dell’ormai famigerato sorrisetto di Destro. Sorrisetto ??? Io darei un Premio Nobel a Donadoni per non averlo rincorso prendendolo a calci in culo !!! Sarebbe ora di fare chiarezza: quando Donadoni, in conferenza stampa, chiede a chi è scontento di dirlo chiaramente si riferisce soprattutto a lui; quindi è come minimo ridicolo che, dopo quella sceneggiata, sia Destro a lamentarsi pubblicamente sostenendo che “ Il Mister non mi vuole “. No, non ci siamo proprio. Capisco che in Società si voglia evitare di svendere un simile patrimonio, ma a questo punto credo sia arrivato il momento di darci un taglio, anche perché non c’è più il miraggio di poter conquistare un posto in azzurro per i Mondiali, e un simile soggetto scontento potrebbe provocare danni difficilmente quantificabili a priori. Un’ultima cosa: sarebbe il caso che i nostri dirigenti si mettessero d’accordo su quale lingua usare per le comunicazioni ufficiali, in quanto non è serio rimarcare continuamente le gaffes del Presidente facendosi scudo degli errori di traduzione. Buona partita a tutti.


Paolo Milito

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