Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

sabato 3 agosto 2019

DAZN: FANCULO IN CINESE ???


Alla luce degli ultimi eventi, il sospetto è legittimo. Ma andiamo per gradi. Un anno fa, i fessi come il sottoscritto che da anni sono abbonati a SKY, ebbero la sgradita sorpresa, a ridosso dell’inizio del campionato, di scoprire che era intervenuta una nuova convenzione fra la Serie A e le emittenti televisive. In sostanza, da quel momento, si era detto, nessuna emittente poteva trasmettere più di SETTE partite per ogni giornata di campionato. Per le restanti tre, niente paura: un nuovo abbonamento alla piattaforma DAZN e problema risolto. O almeno così dicono loro: le telecronache non sono mai in tempo reale, spesso nello stesso palazzo c’è gente indietro di mezz’ora rispetto al proprio vicino di appartamento. Oltretutto, si è poi venuti a sapere che i gestori di locali pubblici continuano tuttora a disporre di tutte e dieci le partite per ogni giornata. Dunque, per i fessi che pagano, oltre al danno la beffa. Perché ora, nel bel mezzo dell’estate, faccio questo discorso ??? Semplice: oggi alle 15.30 il Bologna giocherà una partita amichevole ad Augsburg, terra di origine del mitico Helmuth Haller, e chi vorrà vedere la gara dovrà per forza arrangiarsi con DAZN. Oppure accontentarsi della radiocronaca allestita dagli amici di Radio Nettuno. Ed è solo l’inizio: la prima di campionato, a Verona, è stata posticipata per consentire la diretta a DAZN. Per completare l’inizio scomodoso, la seconda di campionato, contro la SPAL in casa, è stata anticipata al venerdì sera; bontà sua, stavolta sarà trasmessa da SKY. Insomma, ci sono tutte le premesse per una stagione, televisivamente parlando, molto disagiata e disagevole. Per nostra fortuna, sugli altri fronti tutto procede per il meglio, o almeno così sembra: Joey Saputo, al quarto anno di presidenza, si è finalmente deciso a farsi vedere nel ritiro estivo, avendo l’accortezza di fare tappa all’ospedale in cui è ricoverato Sinisa Mihajlovic. Il quale Sinisa, a sua volta, sta confermando la realtà che mi ero prefigurato il giorno in cui aveva annunciato pubblicamente la propria malattia: di fatto sta mettendo in pratica il telelavoro, grazie al quale tiene la squadra costantemente sotto controllo, correggendo le sbavature e facendosi sentire quando occorre. I risultati li abbiamo già visti nelle differenti prestazioni fornite dai nostri eroi prima contro il Colonia e poi contro lo Schalke 04. Dunque, è cambiata la forma ma non la sostanza: la squadra è saldamente in mano al tecnico serbo, il mercato procede secondo i piani e perciò è lecito aspettarsi dalla prossima stagione qualche soddisfazione in più rispetto al recente passato. Certo, sarebbe bello poter vedere anche tutte le partite sul campo o in diretta tv. Ma, si sa, non si può avere tutto dalla vita … Buona canicola a tutti ( bombe d’acqua permettendo ).


Paolo Milito


sabato 20 luglio 2019

BIANCHI CAPELLONI E TAPPETI ARANCIONI.


Indubbiamente, con la sua patetica rincorsa allo scoop, Ivan Zazzaroni ha scatenato un gran polverone, in fin dei conti fondato sul nulla. Pensateci: nel tardo pomeriggio del venerdì arriva l’annuncio che Sinisa Mihajlovic, il giorno seguente, parlerà alla stampa per annunciare importanti novità che lo riguardano. Immancabilmente si scatena una ridda di voci. Non tutte appropriate ( per esempio, qualcuno adombrava che volesse salutare la compagnia in quanto infastidito dalla vicenda Skov Olsen ). A mezzanotte e un quarto, la botta: nelle varie rassegne-stampa della tv imperversa la prima pagina di Stadio in testata rossa che raffigura un Sinisa a tutta pagina, anticipando il suo probabile abbandono per motivi di salute. Un colpo basso di una violenza inaudita, capace di destabilizzare ambienti ben più solidi del piccolo Mondo Rossoblù. Avendo a disposizione delle corsie preferenziali, a quel punto mi sono documentato; una volta appresa la reale situazione, ho pensato subito che il vulcanico tecnico serbo non è tipo da arrendersi di fronte ad un imprevisto simile, al massimo poteva rischiare di sentirsi dire arrivederci-e-grazie da una società formata da un branco di inetti e incompetenti. Così per fortuna non è stato, anzi, il comportamento tenuto dalla Società Bologna FC in questa situazione sta riscuotendo una serie consistente e significativa di consensi ed apprezzamenti. Quanto a Sinisa, giustamente infastidito da chi “ ha sacrificato vent’anni di amicizia per vendere 200 copie in più “ , dopo aver ricevuto una tangibile dimostrazione dell’affetto con cui lo segue l’intero Popolo Rossoblù, adesso sta sperimentando l’ebbrezza di un telelavoro destinato, senza alcun dubbio, a regalarci qualche soddisfazione in più rispetto al recente passato. E Zazzaroni ??? Evidentemente non pago della figuraccia rimediata al termine del funerale di Giacomino Bulgarelli ( rispondendo ad una domanda di un inviato di E’TV, aveva tirato in ballo una presunta serie di debiti spaventosi che il Campionissimo si sarebbe lasciato dietro le spalle, provocando la risentita reazione della vedova ed un cazziatone piuttosto robusto da parte di un signore anziano, che io non conoscevo e che poi Sabrina Orlandi mi spiegò essere un dirigente del Bologna dell’ultimo Scudetto ), stavolta si è procurato, oltre agli insulti dei social ( compresi i miei ) ed alle stizzite rimostranze di Sinisa, anche un bel procedimento disciplinare da parte degli organi competenti alla sua professione, con buona pace della sua carissima amica Selvaggia Lucarelli, l’unica che abbia avuto la faccia tosta di difenderlo in mezzo ad un simile casino. La vita, comunque, continua, così come continua la preparazione del Bologna e come continua il calciomercato, col guru Sabatini che, volendo allestire una sorta di Red Carpet, ha imboccato decisamente la pista olandese, pescando in quella zona un bel gruppo di giovani emergenti, ai quali dovrebbe riuscire ad affiancare anche il famigerato Skov Olsen, nel frattempo tornato nel pieno delle proprie facoltà. Lo ha detto proprio Walter Sabatini: sarà un po’ più dura di quel che aveva messo in preventivo, ma la prossima sarà comunque, per il Bologna, una grande stagione. Buona domenica a tutti.


Paolo Milito


sabato 13 luglio 2019

D’IMPROVVISO, LA GRANDINE.


Fino a tre giorni fa, nel piccolo mondo Rossoblù si respirava un’atmosfera euforica che, personalmente, non ricordavo dai tempi della seconda Coppa Italia ( nelle epoche successive, anche in periodi di vacche grasse era SEMPRE accaduto qualcosa che aveva rovinato la festa ). Fino a tre giorni fa. Poi, d’improvviso, sulle spiagge si sono abbattuti chicchi ( ??? ) di grandine grossi come meloni, per la felicità di titolari e clienti degli stabilimenti balneari, e contemporaneamente a tutti noi è andata di traverso, prima ancora di cominciare, una stagione che prometteva ben altre prospettive, alla luce del pirotecnico finale che aveva caratterizzato lo scorso campionato. Ma andiamo per gradi. Dopo aver ottenuto una sofferta conferma, e una volta abbinato al “ guru “ del mercato Walter Sabatini, Riccardo Bigon si era lanciato in una massiccia campagna di rafforzamento della squadra, mettendo a segno dei colpi di spessore non indifferente, tipo l’ingaggio dei due giovanotti olandesi, mentre Sinisa Mihajlovic, da parte sua, ha coinvolto nella preparazione atletica della squadra l’ex campione di boxe Vincenzo Cantatore, apparentemente al solo scopo di gonfiare di botte Mattia Destro, in realtà perché il famoso pugile, una volta sceso dal ring, si è specializzato in discipline che comportano motivazione psicologica e robusta preparazione atletica dei soggetti a lui sottoposti, diventando così un potentissimo punto di riferimento dell’amico tecnico serbo, notoriamente molto attento a certi particolari. Quindi, col mercato che procedeva a gonfie vele, l’atmosfera interna alla squadra decisamente confortante ed una risposta massiccia dei tifosi nella corsa agli abbonamenti, tutto lasciava presagire che certi periodi bui, nemmeno troppo lontani nel tempo, fossero stati messi definitivamente alle spalle. E invece no. In precedenza, avevo più volte accennato agli inutili tentativi, messi in atto da diversi uomini mercato, di portare sotto le Due Torri l’astro nascente Leonardo Spinazzola. A questo punto è necessario che spieghi un attimo la situazione: il ragazzo è figlio di un mio carissimo amico, e negli anni si è beccato diversi predicozzi tendenti a fargli conoscere per filo e per segno la gloriosa Storia Rossoblù, ma quello non se ne è dato per inteso, preferendo andare in prestito, di volta in volta, al Perugia, al Vicenza e all’Atalanta, fino ad arrivare all’epilogo del passaggio in via definitiva alla Roma, perfezionato nei giorni scorsi. Dovendo trattenere l’impulso di scalciargli le chiappe, ho preferito prenderla con filosofia e spiegare il tutto con la mancanza, da parte del Bologna, di sex-appeal. Del resto era già successo con i vari Defrel & C., in particolare con quel Floccari che, per sette anni, non ci aveva minimamente “ filato de pezza “, salvo accettare la nostra proposta quando ormai era stato scaricato dal mondo e dintorni, per venire poi a svernare alla meno peggio. Un piccolo record. Fino a tre giorni fa. Quando, dalla Danimarca, si è materializzato un piccolo impiastro capace di fare ancora di peggio: Spinazzola, almeno, è stato onesto; ha avuto il merito, in questa storia, di non prendere il Bologna in considerazione nemmeno in cartolina, mettendo sempre in chiaro il proprio punto di vista; invece il diciottenne Skov Olsen, che i nostri dirigenti seguivano da circa un anno, è venuto addirittura a fare le visite mediche a Bologna, superandole brillantemente, si è pure degnato di cenare in un locale bolognese apprezzandone pubblicamente le specialità, salvo poi tornarsene velocemente in patria senza firmare. Nelle ore successive, è emerso che, dietro l’improvvisa retromarcia, ci sarebbero gli inglesi del Tottenham, orientati ad aspettare l’anno che manca allo svincolo del giovanotto dal club danese di appartenenza per poi ricoprirlo di sterline sonanti. Il primo pensiero, ovviamente è stato: poteva risparmiarsela. Comunque, poco male, abbiamo detto tutti, al mondo siamo sette miliardi e mezzo di persone, esisteranno certamente altri giovani talenti bravi come, se non più, di Spinazzola e Skov Olsen ( del resto abbiamo ovviato, in precedenza, alle partenze di Diawara e Verdi ). Magari sarà il caso di ingaggiare, oltre a Cantatore, qualcuno che, durante le trattative, si prenda la briga di fare ai baldi giovani un corso accelerato di Albo d’oro Rossoblù ( o di Sex-Appeal, fate voi ), portandoli a conoscenza delle imprese gloriose del nostro passato, fatto di Sette Scudetti Più Uno, due Coppa Italia e diversi importanti trofei internazionali: ‘sta storia che tutti i giovani emergenti ritengano più accattivante l’Atalanta o, peggio ancora, il Sassuolo comincia a stufarmi un po’. ( … magari possiamo consolarci pensando che, per qualche tempo, in epoca recente i giovani emergenti preferivano accasarsi al Parma piuttosto che con noi  … ) Dunque, contrattempo superato, si riparte alla grande. E invece no. Dopo tante cazzate, è arrivata la mazzata. Pesante. Pesantissima. Al momento di partire per il ritiro, tutti si erano accorti dell’assenza di Sinisa, ma la Società si era affrettata a far sapere che era influenzato, e la cosa sembrava finita lì. Invece, col passar delle ore, hanno cominciato a rincorrersi voci sempre più preoccupanti, fino a quando si è presentato ai nostri occhi uno strano bivio: da una parte l’annuncio di una conferenza-stampa in cui Mihajlovic avrebbe “ spiegato esattamente i fatti “, dall’altra un titolone di “ Stadio “ con cui l’immancabile Ivan Zazzaroni, non nuovo a certe imprese ( ricordo una solenne strigliata rimediata dalla vedova di Giacomino Bulgarelli al termine del funerale, per aver preso, davanti alle telecamere di E’TV, un discorso inopportuno ) annunciava il probabile abbandono della panchina per motivi di salute. E infatti, in conferenza-stampa, Sinisa ha esordito bacchettando “ un direttore di giornale che ha rovinato vent’anni di amicizia per vendere 200 copie in più “. Ma veniamo alla cruda realtà: come ampiamente confermato dal diretto interessato, e precisato meglio dal Dottor Nanni, Sinisa è alle prese con una leucemia acuta esplosa a ridosso della partenza per il ritiro. Come era lecito aspettarsi, il leone serbo non si è affatto piegato di fronte alla novità, ed ha annunciato che non lascerà la guida del Bologna, limitandosi ad allontanarsi dal campo quando si renderà necessario per intensificare le cure. Certo, eravamo tutti più contenti prima. Certo, come al solito non ci siamo fatti mancare nulla. Ma non ho alcun dubbio che, quando sarà, l’assenza di Sinisa sarà solo fisica, essendo il serbo abituato a circondarsi di collaboratori con cui intendersi con una semplice occhiata. Già sono arrivati i primi segnali del sostegno che tutto il Popolo Rossoblù offrirà all’uomo che ha realizzato il Grande Miracolo della stagione scorsa, e le parole del Dottor Nanni hanno offerto ulteriori certezze: il medico ha genericamente parlato di progressi e di malattie che vent’anni prima non si potevano nominare; io ho potuto seguire da vicino, all’epoca, la triste fine di Andrea Fortunato, e posso confermare che nel frattempo la medicina ha fatto progressi tali da ridurre di parecchio le percentuali di un’evoluzione negativa della malattia. Il resto ce lo dirà il tempo. Per adesso possiamo solo stringerci con forza attorno al nostro allenatore. In attesa di giorni migliori.


Paolo Milito


sabato 29 giugno 2019

IL FIGLIO PIU’ FESSO DI MR. LINO ???


Secondo qualche osservatore più beninformato di qualcun altro, questo è, in sostanza, Joey Saputo. Ma sarà poi vero ? Di certo, in questi primi quattro anni di “ regno “ il magnate italo-canadese ha badato più alla sostanza che all’apparenza, destinando robuste somme al saldo delle pendenze finanziarie che da troppo tempo zavorravano il Bologna e tirando al risparmio in sede di calciomercato. Non essendo troppo addentro all’ambiente calcistico italiano, Joey deve essersi fidato un po’ troppo delle segnalazioni ricevute da collaboratori incaricati a tale scopo, imboccando dei percorsi non sempre felicissimi che ci hanno portato a rischiare, a metà della stagione appena conclusa, un nuovo crollo in verticale. A quanto pare, gli schiaffoni presi hanno avuto un effetto salutare: Joey Saputo si è impegnato personalmente per trattenere a Bologna Sinisa Mihajlovic, accettando poi, dietro le insistenze del tecnico serbo, di affiancare, anziché rimpiazzare, Walter Sabatini a Riccardo Bigon. Ciò è avvenuto perché Sinisa, evidentemente, ha ritenuto che la spaventosa situazione ereditata in gennaio fosse imputabile soprattutto a Pippo Inzaghi piuttosto che al dirigente veneto. Negli ultimi giorni ci sono stati diversi movimenti sul mercato, in particolar modo sono arrivati un giovane olandese e un centrocampista giapponese molto quotato in patria, che sembrano promettere una stagione decisamente meno angosciante della precedente. Certo, finchè dura il periodo delle trattative, dobbiamo rassegnarci ai sensazionalismi di certi “ artisti della penna “ che, dovendo sfamare le rispettive famiglie, si impegnano al massimo per incrementare le vendite dei giornali di appartenenza; ecco quindi che un giorno De Rossi va alla Fiorentina, il giorno dopo al Milan, il terzo alla Samp e il quarto agli Impact di Montreal. Poi, magari, finirà come nel 2012, che alle 19.15 dell’ultimo giorno, come avvenne per Gilardino, uno qualsiasi dei nostri dirigenti formalizzerà un accordo in realtà raggiunto già da mesi ( quella volta fu Massimo Zanetti che incautamente, in giugno, di fatto anticipò l’arrivo in Rossoblù del Violinista Errante, ma stranamente quell’intervista, forse perché uscita all’inizio di una torrida settimana di giugno, fu letta in tutto da tre persone, fra le quali il sottoscritto ). Potrebbe pure succedere, invece, che a fine mercato arrivi qualche altro grosso nome, magari un po’ a sorpresa, o che  Mattia Destro riesca a convincere appieno Mihajlovic della propria voglia di fare, o che Santander, inorgoglito delle attenzioni ricevute dalla Cina ( !!!!! ) azzecchi un exploit alla maniera di Julio Cruz, che al suo secondo anno bolognese non sembrava nemmeno un lontano parente di quello che si era visto ai margini del campo nella stagione precedente. Come finirà? Intanto, Leo Spinazzola ha fatto quello che prevedevo: dopo aver rifiutato la nostra proposta per ben tre volte nel giro di una settimana, si è trasferito alla Roma ( è inutile, presso certi giovanotti non abbiamo sex-appeal ). Ma il mercato è ancora lungo; per nostra fortuna nel mondo del calcio in tanti conoscono benissimo la nostra storia e la nostra tradizione, ragion per cui i nostri dirigenti riusciranno sicuramente a mettere a disposizione di Sinisa una squadra in grado di poter puntare stabilmente alla parte sinistra della classifica. In attesa di veder realizzato il famigerato Stadio rinnovato. Buona canicola a tutti.

 Paolo Milito


sabato 22 giugno 2019

STRANE TENTAZIONI.


Una volta il Bologna faceva tremare il mondo. Una volta. Una volta il Bologna vinceva gli Scudetti e le coppe internazionali. Una volta. Ora non più. Ora, pur essendo di proprietà di un facoltoso industriale italo-canadese, è considerato quasi una squadretta di periferia, un posto dove svernare alla meno peggio, una palestra in cui parcheggiare giovani talenti in attesa del grande salto o campionissimi ormai più spremuti dei limoni. O almeno questo si desume dall’atteggiamento di molte, troppe persone cosiddette “ specializzate “ che si occupano di raccontarne, giorno per giorno le evoluzioni. Ecco quindi che qualcuno, senza fare troppi nomi: FURIO ZARA, si prende la briga di sparare a tutta pagina che “ Il Bologna è incappato in una clamorosa gaffe: Mihajlovic ha già firmato da un pezzo con la Roma, e sta solo aspettando che si calmino le acque per dare l’annuncio “. A giudicare dai casini successi di lì a poco a Trigoria e dintorni, in realtà deve essere accaduto, virgola più, virgola meno, che Francesco Totti abbia in qualche modo sponsorizzato l’ingaggio dell’amico di sempre ricevendo un netto rifiuto, e che abbia considerato questa cosa come la goccia capace di far traboccare un vaso di incazzature ormai stracolmo, tanto da arrivare alla sofferta decisione di lasciare il club giallorosso. Poi, per non farci mancare nulla, visto che il Pupone si è lasciato scappar detto di aver ricevuto offerte da due squadre italiane, ecco che tali squadre sono state individuate nella Sampdoria, di proprietà del romanissimo e romanista Ferrero, e nel Bologna, il cui Club Manager è un certo Marco Di Vaio, che con Totti ha condiviso i banchi dell’asilo e della scuola e condivide tuttora le spiagge con le rispettive famiglie. Ma questa è un’altra storia. Per quanto ci riguarda, in settimana abbiamo assistito al tentativo di Giampiero Gasperini di portarci via Rodrigo Palacio, facendo leva sulla prospettiva di poter giocare, a 38 anni, in Champions League. A quanto pare, El Trenza è un uomo per il quale la parola data è sacra, ragion per cui non dovremmo correre rischi e, a meno di clamorose sorprese, sempre possibili nel calcio come nella vita, anche nella prossima stagione l’argentino dovrebbe scendere in campo indossando la nostra maglia e non quella dell’Atalanta. Quella stessa Atalanta nella quale, un paio di anni fa, andò a giocare Leo Spinazzola, rifiutando sdegnosamente le nostre proposte. Il bello è che qualcuno dei nostri dirigenti ( tutto lascia pensare si tratti di Bigon ), continua a rincorrere il talento folignate pur avendo incassato, anche nella stagione appena conclusa, ben DUE rifiuti, motivati con la notevole differenza di prospettive tra la Juve e il Bologna. Che dire? In questi giorni fa molto caldo, il mercato è appena cominciato, e inevitabilmente un folto gruppo di personaggi deve mandare avanti un carrozzone che, per esistere, ha bisogno di essere continuamente alimentato da cazzate di ogni ordine e grado. Meglio attenersi alla solida realtà: per la prima volta dai tempi dello Scudetto due personaggi di un certo spessore, Mihajlovic e Orsolini, hanno preferito restare sotto le Due Torri piuttosto che avventurarsi su palcoscenici in apparenza più altisonanti ma in realtà carichi di incombenze pesanti e non sempre sostenibili ( Roby Baggio, tanto per dirne uno, una volta riconquistata la Nazionale andò all’Inter senza porsi troppi problemi di immagine e di riconoscenza ); e questo è un importantissimo punto di partenza per l’immediato futuro. Importanti novità anche per Mattia Destro: Sinisa lo ha avuto sotto controllo, giovanissimo, nei quattro anni in cui è stato all’Inter, prima come giocatore anziano poi come secondo di Robertino Mancini, e lo conosce meglio di tanti altri presunti intenditori. Ecco quindi che gli ha offerto la possibilità di andare ancora una volta in ritiro col Bologna, per valutare se, forte di un simile appoggio psicologico, ci siano le condizioni per poter vedere con continuità quella classe che l’attaccante marchigiano negli ultimi anni ha sfoderato solo a sprazzi. Dovesse fallire anche stavolta, Destro farebbe bene a giocare il resto della propria carriera ad Ascoli, con tutto il rispetto parlando per i bianconeri marchigiani. Pippo Inzaghi, non più super, ha invece risolto il contratto ed è andato ad allenare il Benevento, intenzionato a rilanciare tanto le proprie quotazioni quanto quelle del club campano. Sul fronte dei nuovi arrivi, da segnalare l’ex Chievo Bani, un ottimo difensore. Insomma, i primi passi verso la nuova stagione promettono bene, nonostante qualche tentativo di sabotaggio. Non ci resta che attendere gli sviluppi successivi. Buona domenica.


Paolo Milito


sabato 8 giugno 2019

LA SORPRESA IN SERBO.


… o forse, chissà, in croato, visto che l’ex Jugoslavia era un consistente miscuglio di razze, etnie, dialetti e linguaggi vari. Scherzi a parte, negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare della firma di Mihajlovic che tardava ad arrivare, e fra le possibili cause del ritardo la più gettonata era una spropositata richiesta di soldi. Andiamo per gradi. Al momento di accettare l’incarico di tentare un’impresa impossibile, rifiutata a priori da tecnici di presunto valore galattico ( mi riferisco, in particolare, all’ex c.t. dell’Albania De Biasi, che rispondendo alle domande di un giovane cronista di “ Stadio “ aveva, di fatto, invitato la dirigenza del Bologna a mettersi l’anima in pace pensando già da quel momento ad allestire una squadra in grado di vincere il prossimo campionato di Serie B ), il tecnico serbo di tutto aveva parlato fuorchè di soldi, accontentandosi, per amicizia e affetto verso la città e la tifoseria, di una cifra ben al di sotto del minimo sindacale, forte anche della somma ingente che prevedeva dovesse arrivargli ( e in effetti pare che stia per accadere ) dallo Sporting Lisbona, reo di averlo sedotto e abbandonato per semplici manovre interne di tipo elettorale. Sinisa si era riservato altresì, una volta finito il campionato, di potersi guardare intorno, a prescindere dall’esito relativo al Bologna, per vedere se qualche grosso club, anche straniero, ritenesse di volerlo mettere alla prova. Cosa che puntualmente è avvenuta. Mihajlovic viene dipinto erroneamente come un personaggio grossolano, crudo e cavernicolo. In realtà è dotato di un’intelligenza e di una scaltrezza straordinarie, che nella vita gli hanno consentito di raggiungere traguardi notevoli. Ecco quindi che, una volta portata a termine quella che resterà nei secoli come un’impresa straordinaria, si è dato la fatidica occhiata intorno, e una volta constatato che dietro la sua porta non c’era una fila chilometrica, ha agito di conseguenza. Fra i giornalisti  specializzati, c’è stato chi si è limitato a riferire gli eventi, e chi invece ha preferito aggiungere del suo, spesso parlando a sproposito: vorrei conoscere, per esempio, la fonte sicurissimamente attendibile da cui Furio Zara aveva appreso che Sinisa aveva già da un pezzo firmato per la Roma, e stava prendendo solennemente in giro dirigenti e tifosi Rossoblù. Così come, pur continuando a nutrire grande stima e rispetto per Gianfranco Civolani, non mi sta bene quando definisce il tecnico serbo avido ed esoso. Se andiamo a ben guardare, Mihajlovic si è limitato a spuntare un contratto leggermente più sostanzioso di quello che gli era stato proposto da Joey Saputo, pur sapendo che in giro c’è gente che, per ottenere risultati di gran lunga inferiori a quelli da lui realizzati nell’esaltante seconda parte di questa stagione, ha percepito ingaggi di gran lunga superiori. In parole povere, ha solo cercato di vedersi riconosciuto un minimo di merito. Pretesa più che legittima. Da ora in poi le chiacchiere stanno davvero a zero: Sinisa ha firmato per tre anni, e il nuovo boss Sabatini gli ha già messo a disposizione la conferma di soggetti come Soriano e Sansone, oltre ad impegnarsi concretamente per trattenere Orsolini e tentare di strappare Lyanco al Torino. La sosta estiva è appena cominciata, e c’è tutto il tempo per allestire una squadra che possa davvero garantirci, quanto meno, una permanenza stabile nella parte sinistra della classifica. Per adesso, festeggiamo la conferma di Mihajlovic, che è un grandissimo punto di partenza.

Paolo Milito


sabato 1 giugno 2019

CARO SINISA, SIAMO IL BOLOGNA, NON IL PISA.


Ma non credo ci sia bisogno di chiarire certe sottigliezze con lo scaltro tecnico serbo. Me la prendo, piuttosto, con alcuni soggetti ( non tutti, va precisato ) appartenenti alla stampa sportiva bolognese, che in questi giorni sembrano più intenti a seminare zizzania piuttosto che a riferire come procedono gli eventi. Mi spiego: Mihajlovic, come del resto ampiamente concordato al momento di accettare l’incarico a fine gennaio, si sta guardando intorno, per vedere se gli arriva un’offerta più gratificante di quella del Bologna. E non è una questione di soldi: in questa storia contano soprattutto le ambizioni. Capisco la necessità di vendere giornali cartacei, ma qualcuno dovrebbe pensarci almeno due volte prima di affermare che Sinisa ha già firmato per la Roma e sta prendendo in giro l’intera Società Rossoblù. Anche perché gli ultras giallorossi, nonostante sia stata la Roma a portare in Italia il serbo, ( non la Lazio dove è approdato successivamente, grazie soprattutto al pressing esercitato dal suocero, storico capotifoso biancoceleste ), hanno dimostrato senza troppi giri di parole di non gradire affatto una simile eventualità. La verità, come sempre, sta nel mezzo: Sinisa a Bologna si trova benissimo, affetto e stima sono reciproci, ragion per cui se Joey Saputo, come del resto ha già fatto sul versante canadese, dovesse mantenere la rotta intrapresa negli ultimi tempi ed allestire una squadra in grado di puntare con decisione ad una permanenza stabile nella parte sinistra della classifica, non avrebbe nessun problema a restare sotto le Due Torri anziché avventurarsi su una strada accidentata che gli ha già riservato ( leggi Milan ) delle cocenti delusioni. L’arrivo di Walter Sabatini, comunque, ci mette al riparo da brutte sorprese: nel caso in cui Sinisa dovesse andar via, il nuovo plenipotenziario del Bologna ha un giro di contatti da cui verrebbe fuori un tecnico di sicuro spessore, in grado di proseguire il cammino intrapreso dalla vittoria contro l’Inter in poi. Si tratta solo di avere un po’ di pazienza: la pausa estiva è appena iniziata, le operazioni di mercato non si possono ancora ufficializzare ( per dirne una, Orsolini non ha ancora formalizzato la sua permanenza a Bologna ) e tante chiacchiere stanno ovviamente a zero. Mihajlovic si è impegnato a dare una risposta entro mercoledì: da quel momento potremo intavolare davvero dei discorsi concreti su come impostare il nostro immediato futuro. Non prima. 


Paolo Milito