Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

sabato 18 agosto 2018

… FERRARESI AI FERRI ??? …


… è quello che ci auguriamo tutti, dopo l’ottimo esordio in Coppa Italia di domenica scorsa. Bologna – Spal vanta, in terra bolognese, 30 precedenti, distribuiti fra Prima Divisione, Serie A, B, C e Coppa Italia, con un bilancio decisamente favorevole per i Colori Rossoblù: 21 vittorie contro 6 sconfitte e 3 pareggi. La nostra vittoria più fragorosa risale addirittura al 1920, in Prima Divisione: il 12 dicembre, allo Sterlino, vincemmo 6-0 , con tre gol di Della Valle II, due di Perin e uno di Alberti. Per contro, i ferraresi possono vantare il 3-1 ottenuto il 10 ottobre 1965, vantaggio iniziale del nostro Vastola ribaltato dalla doppietta di Muzzio e dal tocco finale di Bagnoli, anche se rimane sicuramente più bruciante il ricordo del 2-0 subìto il 5 giugno 1994 nei playoff di Serie C1, che ci condannò ad una seconda stagione nei bassifondi calcistici. Da ricordare anche il 2-2 maturato il 18 marzo 1956, con la Spal avanti di due gol grazie a Di Giacomo e Macor raggiunta nel finale con una doppietta di Pivatelli. Per domani sera le premesse sono buone: al gruppo capace di regolare il Padova si è aggiunto il brasiliano Danilo, che dovrebbe garantire una miglior quadratura in difesa; inoltre il fenomeno mediatico Santander ha avuto a disposizione un’altra settimana per recuperare il terreno perduto a causa di un infortunio, e Mattia Destro dovrà darsi molto da fare per giustificare il triplice rifiuto al trasferimento opposto nelle ultime ore di mercato. Il tutto alla presenza del Presidente Saputo, giunto appositamente dal Canada, pur non perdendo un vecchio vizio: a quanto pare, sta cercando di portare Claudio Marchisio agli Impact, e stavolta, se permettete, non sono più disponibile alla solita filippica su chi debba avere la precedenza, in questi casi, fra il Bologna e i cugini canadesi. Se il caso-Dzemaili non ha insegnato niente a nessuno, è inutile affannarsi in discussioni che lasciano il tempo che trovano. Meglio mettersi alla finestra e attendere che arrivi l’ora della partita, stringendoci adeguatamente intorno ai nostri eroi.

Paolo Milito


sabato 11 agosto 2018

LA PRIMA DI SUPERPIPPO.


E così, dopo un’attesa nemmeno troppo lunga, è arrivato il momento di mettere alla prova il nuovo allenatore del Bologna. Siamo passati da una vecchia gloria milanista ad un’altra, ma il clima che si respira è totalmente diverso. Avevo già avuto modo di sottolineare, nel corso dell’ultima stagione, che il rendimento schizofrenico della squadra, capace di alternare prestazioni esaltanti a figuracce colossali e disarmanti, poteva essere dovuto a contrasti interni allo spogliatoio, ma per fortuna  ( o purtroppo ??? ) nell’Era Saputo i muri di Casteldebole sono molto spessi, in misura direttamente proporzionale a quanto erano trasparenti e bucherellati sotto Albano Marrano, ragion per cui certe cose si possono solo tirare a indovinare. Singolare, comunque, che contestualmente all’esonero di Donadoni sia partito dalla Francia un tweet di esultanza firmato da Mounier, uno che sembrava dovesse diventare un punto fermo del nostro scacchiere e che invece, via via, era scivolato in fondo alle gerarchie fino a ritrovarsi … sbolognato ad una squadra francese la cui tifoseria lo aspettava al varco per via di troppo disinvolte esternazioni di gioventù. Qualche altra cosa l’abbiamo appresa da una dichiarazione quasi a denti stretti di Simone Verdi, che in quel di Napoli ha ammesso che il tecnico bergamasco non si era certo complimentato con lui all’indomani del clamoroso rifiuto durante il mercato invernale. Insomma: Donadoni ormai aveva rotto con la squadra, ed il congedo era diventato inevitabile. Dal canto suo, Inzaghi sembra aver portato una robusta ventata di entusiasmo, i cui benefici effetti dovrebbero essere visibili già a partire da domani sera. La prima di Coppa Italia ci mette di fronte ad una nobile decaduta, il Padova, che si sta riaffacciando solo ora alle grandi ribalte dopo un lungo periodo di sofferenze, e alla cui guida troviamo Pierpaolo Bisoli, che personalmente ricordo come il tecnico che ha fatto vivere l’ultima stagione di un certo spessore al Foligno ma che, all’ombra della Torre di Maratona, è stato capace di ingranare, nel 2011, una partenza talmente disastrosa da consegnare a Stefano Pioli una squadra praticamente a punti zero, con una sola serata di gloria: la qualificazione al turno successivo di Coppa Italia, ottenuta proprio a spese del Padova !!! Vabbè, veniamo alle statistiche: in terra bolognese il match conta complessivamente 22 precedenti, distribuiti fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia, con 13 vittorie Rossoblù, 4 del Padova e 5 pareggi. Per ritrovare la nostra vittoria più robusta bisogna risalire al 3 ottobre 1926, anniversario della fondazione e prima giornata di quel campionato: un fragoroso 5- 1, dovuto alla doppietta di Angiolino Schiavio ed ai gol di Martelli, Monti e Maini, a cui replicò il padovano Pozzi. Delle quattro vittorie padovane, tre sono state ottenute col punteggio di 2 -1; la più dannosa fu senza dubbio quella maturata il 22 agosto 1993: pur essendo in Serie C giocavamo nella Coppa Italia vera e propria, e quella sconfitta ci costò l’eliminazione; al gol iniziale del nostro Luca Cecconi risposero Simonetta e Maniero. Per ben due volte, poi, la partita è finita 2 -2: il 15 ottobre 1950, gol di Cappello e Matteucci a cui risposero Celio e Curti, e il 5 giugno 1960, ultima giornata di quel campionato, quando alla doppietta del padovano Brighenti replicarono i nostri Tumburus e Demarco. Dunque, tradizione ampiamente favorevole. In attesa di vedere se arriverà un nuovo Numero Dieci, se Mattia Destro ( che in una settimana ha respinto per due volte le avances del Parma ) proseguirà nel proposito di risalire la china con indosso i nostri colori e se davvero il capitano sarà Dzemaili, non ci resta che attendere il fischio d’inizio ufficiale della nuova stagione, sperando che la serata si sviluppi un po’ più felicemente rispetto ad un anno fa.

Paolo Milito


sabato 4 agosto 2018

ARRIVI, PARTENZE E SOSTE FORZATE.


Volge al termine anche l’ultima settimana estiva prima della ripresa vera e propria dell’attività agonistica. Devo ammettere che il clima è un po’ contraddittorio: da una parte ci sono gli euforici per l’arrivo sulla panchina di Mister Inzaghi, dall’altra quelli che si fasciano la testa molto prima di essersela rotta paventando chissà quali disastri dietro l’angolo. Nel mezzo, come sempre, la realtà. Una realtà che ci porta a salutare Krafth e Petkovic, salpati verso lidi stranieri, e ad accogliere il giovane Corbo, segnalato dagli esperti come un soggetto destinato ad un futuro luminoso. Una realtà che allontana l’incubo di dover passare tre anni in pellegrinaggio, in attesa della ristrutturazione dello Stadio, ormai incanalata nel giusto percorso. Una realtà che, purtroppo, ci mette di fronte al primo grave problema della stagione: Donsah si è fratturato una tibia, e dovrà stare fermo per almeno due mesi. E adesso cosa succederà ? Inzaghi si arrangerà con quello che c’è in casa, o la Società cercherà sul mercato delle alternative pronte per l’uso ? Staremo a vedere, così come vedremo cosa c’è davvero dietro al cambio di numero di Mattia Destro. Si tratta di un caso di “ difficile “ interpretazione, in quanto potrebbe esserci entrata davvero la proverbiale scaramanzia dilagante fra i calciatori professionisti, e quindi il desiderio dell’attaccante marchigiano di voler rinverdire i fasti di un glorioso passato indossando un numero di maglia meno rinomato e prestigioso ma simbolo di dolci ricordi; conoscendo certe dinamiche di mercato, però, non si può escludere a priori che Riccardo Bigon stia portando avanti qualche trattativa sottotraccia destinata a far sbarcare sotto le Due Torri un nome altisonante ( senza far cognomi, per esempio, Balotelli ) da invogliare ancor di più con la prospettiva di indossare il prestigioso Numero Dieci. Chi vivrà vedrà. Intanto, nel pomeriggio i nostri eroi sono attesi da un’amichevole un po’ più impegnativa delle precedenti, contro il Norimberga, che servirà ad Inzaghi per mettere a punto i meccanismi in vista dell’impegno di Coppa Italia della prossima settimana. Più che al risultato, a mio avviso il tecnico dovrà badare a correggere gli errori di impostazione che ci hanno portato, nell’ultima occasione, ad incassare il gol della sconfitta sul fischio finale, cosa assai poco rassicurante. Infine, una curiosità: l’imminente partita di campionato contro il Frosinone deve essere stata presa di mira sia in Paradiso che all’Inferno: sarà trasmessa in diretta solo dall’oggetto misterioso DAZN, che secondo qualcuno è semplicemente il computer di casa del compagno della giornalista Diletta Leotta ( alla faccia dei fessi come me che dal 2003 sono abbonati a SKY ), si giocherà a porte chiuse e si giocherà a Torino ( ? ), quasi a voler avvisare il Frosinone di essere tornato in Serie A urtando la suscettibilità di chissà quali poteri forti. Vabbè, nella vita c’è di peggio. Buona domenica a tutti.

Paolo Milito