Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

sabato 24 marzo 2018

CRONISTI ( … O TRONISTI ??? … ) ALL’ASSALTO.


Una delle regole fondamentali non scritte della vita recita che i conti si fanno SEMPRE con l’oste. Evidentemente questa regola è sconosciuta a Luca Sgarbi, giornalista sportivo de La7, il quale, a inizio settimana, se ne è uscito raccontando, virgola più virgola meno, che un non meglio precisato e innominabile informatore, ben introdotto nei corridoi di Casteldebole, gli ha riferito quanto segue: è in corso una guerra fredda tra Roberto Donadoni e i giocatori più pregiati della Truppa Rossoblù, cosa che porterà inevitabilmente, a giugno, a salutare il tecnico bergamasco nonostante sia coperto da un anno di contratto. La risposta canadese è arrivata a stretto giro di posta: Joey Saputo ha ribadito per l’ennesima volta la piena fiducia in Donadoni, e contestualmente sono emersi malumori sottocutanei e trattative di mercato relative non solo a Destro o a Masina o all’immancabile Verdi, ma anche a soggetti che sembravano dover stazionare a lungo sotto le Due Torri, come Krejci, Nagy o Krafth, tutti, a quanto si è capito, con la valigia pronta. Morale della favola: verificare SEMPRE  le fonti, prima di fidarsi dell’Informatore Misterioso di turno. Il guaio è che, spesso, tale informatore neppure esiste, e ci si trova a fare i conti con considerazioni personali dell’improvvisato cronista di turno spacciate per notizie di prima mano. Nonostante le smentite da oltreoceano, però, continuano a rincorrersi sulla stampa locale le voci di contatti fra Bigon, Fenucci e un gruppo di potenziali nuovi Mister del Bologna.  Vabbè, succede di peggio. Preso atto che: 1)  anche il C.T. ( commissario traghettatore ) Di Biagio non ritiene Simone Verdi funzionale alla causa della Nazionale; 2) a questo punto del programma in Società preferirebbero che Mattia Destro non segnasse più un gol, in modo da risparmiare i soldi di una clausola incautamente firmata al momento dell’acquisto a beneficio della Roma; 3) il tormentone-Verdi ormai somiglia alle bufale di Facebook relative all’ex Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, nelle ultime ore si sta delineando in maniera più precisa il percorso relativo alla ristrutturazione dello Stadio: ferma restando l’ipotesi-Ferrara, praticabile in caso di ormai sempre più improbabili tempi brevi, i tecnici al soldo di Saputo stanno valutando varie zone di Bologna in cui allestire uno stadio provvisorio in Ponteggi Dalmine, sulla falsariga di quanto successo a Cagliari, dove addirittura l’impianto volante è stato realizzato di fronte a quello effettivo. In conclusione, mi permetto due parole sulla festa di Beppe Signori: qualcuno ha detto che è stato un trionfo della nostalgia; a mio avviso, invece, il bagno di folla ottenuto dai nostri due Capitani ( l’altro è Di Vaio ) deve servire da stimolo alla dirigenza attuale, per fare in modo da affidare le sorti della nostra squadra ad un altro condottiero di simile caratura. E adesso, sapendo che Mirante ha rimediato un turno di squalifica in un momento in cui Da Costa è ancora alle prese con problemi di salute, prepariamoci a ricevere la visita della Roma. Buona domenica a tutti.

Paolo Milito

sabato 17 marzo 2018

INSEGUENDO L'AQUILA

Decisamente non sembra il momento migliore per affrontare la Lazio, oltretutto in trasferta, visto che i biancocelesti sono reduci da una brillante promozione in Europa mentre noi siamo alle prese con le solite stucchevoli ripicche da cortile, figlie della ridicola prestazione fornita in casa contro l'Atalanta. Prima di tutto, purtroppo o per fortuna, i numeri: a Roma il confronto conta qualcosa come 72 precedenti, spalmati fra Serie A, Serie B e Coppa Italia, con 36 vittorie della Lazio, 14 del Bologna e 22 pareggi. In particolare, lo Stadio Olimpico biancoceleste è stato il teatro della sconfitta più rovinosa della nostra storia, in assoluto: il 21 novembre 1948 fummo travolti da un fragoroso 8-2, dovuto alle doppiette di Puccinelli e Penzo a cui si aggiunsero i gol di Nyers II, Gualtieri, Magrini, un autogol del nostro portiere Vanz e i nostri Gritti e Bernicchi a salvare almeno la bandiera.  Per contro, il 19 gennaio 1941 fummo noi ad imporci per 4-2, segnando con Andreoli, Reguzzoni, Puricelli e Biavati in risposta ai laziali Vettraino e Ramella. Da ricordare anche la gara del 31 dicembre 1933: quel giorno finiva il '33 e il risultato finale fu 3-3, doppietta di Fedullo e gol di Schiavio a cui replicarono Buscaglia, De Maria e Guarisi. E domani ? Nel posticipo serale chiuderemo una settimana in cui: 1)  è emerso il caso Da Costa, alle prese con un'ernia al disco inizialmente scambiata per lombalgia; 2) si è capito in maniera definitiva che uno fra Donadoni e Destro deve cambiare aria in tempi ragionevolmente brevi; 3) la vicenda dello Stadio ha imboccato una strada finalmente certa, che ci porterà nell'immediato a dover giocare in una sede provvisoria ma a godere, in futuro, di un impianto a prova di bomba nucleare e in grado di resistere a tutti i possibili attacchi mediatici dovuti alle mode e al mutevole umore della folla; 4) i ragazzi impiegati al Viareggio hanno prima rimediato una solenne batosta contro una squadra lettone e poi pareggiato contro il Cagliari una partita in cui avremmo dovuto inviare in campo ( o in piscina ??? ) dei giocatori di pallanuoto; 5) sembra proprio che Keita, in occasione dell'oramai famigerato incidente con la ragazzina, abbia cercato di spacciare lucciole per lanterne e che non sia così estraneo ai fatti come vorrebbe far credere. Come finirà? Per sicurezza, non mi sbilancio in previsioni, visto che siamo stati capaci di perdere partite considerate facili e di vincerne altre che invece non offrivano allegre prospettive. Soprattutto in considerazione del buon momento di forma dei nostri avversari.


Paolo Milito



domenica 11 marzo 2018

Piove sul bagnato...

Un'altra sconfitta per il Bologna... È il settimo k.o. interno stagionale... La curva intona: “non vinciamo mai” nel finale, sottolineando l'epilogo dell'ennesimo pomeriggio incolore e anonimo... La squadra è sommersa dai fischi all'uscita, segno che la misura è davvero colma! La sconfitta arriva negli ultimi minuti, dopo che per tutto il match non è stato fatto praticamente nulla, se non un calcio di punizione di Verdi in avvio, e un tentativo di "provo a segnare" di Avenatti...

Il commovente omaggio del Dall'Ara con Lucio Dalla ad Astori è stato commovente e da brividi!!!

Donadoni mescola le carte per l'ennesima volta, e parte con un 3-5-2. Avenatti al debutto da titolare e Destro in panchina. Di Francesco non male, ma le iniziative pericolose restano appannaggio di Verdi, seconda punta, anche se l’unica conclusione davvero insidiosa per Berisha arriva all’11’ da calcio piazzato dal limite. È una partita spigolosa e contornata da tanti errori.
l'Atalanta fatica ad arrivare in porta e crea palle gol soprattutto in contropiede. Gomez al 33’ sciupa clamorosamente: l’argentino resta troppo tempo solo e si trova a pensare al da farsi quando si trova face to face con Mirante: decide per un passaggio in mezzo e spreca l'occasione! Ancora contropiede, ancora Gomez vicino al gol al 40’ con un piazzato dal limite di poco fuori e al 55’ con una conclusione deviata in corner. Non è la miglior gara del Papu, fortunatamente per noi, e l’imprecisione nei momenti decisivi farà sì che il suo posto venga preso da Ilicic.



Avenatti ci prova di testa, ha voglia di combattere, ma anche immobilità e tecnica di base rivedibile: la porta non la vede mai... A Destro sono concessi gli ultimi 15’, nella fase, cioè in cui l’Atalanta ci tiene sotto assedio. I cambi confermano gli assetti difensivi: ecco Krafth per Di Francesco. L’Atalanta vuole vincere per restare in zona Europa, e, se anche Mirante resta ozioso per 82’, la pressione e la determinazione bergamasca si concretizzano con il tiro dal limite di De Roon: un gol che premia la supremazia neraazzurra fattasi sempre più evidente col passare dei minuti. Gli attacchi rossoblu difettano sempre di un qualcosa: l’ultimo passaggio... il tempo estto per concludere... la fantasia e la creatività... la lucidità... E così, si perde... ancora...




Delle interviste del solito Donadoni io non ne posso più: "Abbiamo fatto un buon primo tempo, mentre nel secondo le energie sono venute a mancare e questo inevitabilmente ci ha fatto abbassare in difesa. Ci hanno opposto una fisicità importante e hanno avuto la meglio. Abbiamo concesso troppo, ma i ragazzi ci hanno messo impegno e Mattia ha sempre giocato, ma in settimana, così come si allena lui, si allena anche Avenatti. Visto che finora Felipe ha avuto poco spazio, da qui alla fine dell’anno non deve giocare mai? In settimana ho visto meglio lui e l’ho schierato. Se avessi schierato Destro prima di quando l’ho schierato e, ad esempio, fossimo rimasti in dieci e senza più cambi? Cosa sarebbe successo? Quando si fanno le sostituzioni bisogna valutare più aspetti. Poi è chiaro: adesso lo stadio lo applaude quando entra e tutti lo vogliono perché ha ricominciato a segnare... è sempre così. Sono i tifosi a cambiare idea e siete voi a stabilire gerarchie, io ho sempre la stessa opinione su Destro e non cambia per una partita. Non commento i cori e i fischi della curva"...
Ecco: non commentare proprio...
Un'altra sconfitta... Un altro pezzo di cuore che sanguina... L'ennesima speranza disattesa... Ma tanto, noi, siamo solo tifosi...
Alessandra Sportelli Negrini


sabato 10 marzo 2018

ASPETTANDO LA DEA.


La piccola Atalanta da anni, ormai, non è più una sorpresa, ma una consolidata realtà del panorama calcistico italiano. Per questo giro, ce la troviamo di fronte al ritorno dalla scellerata trasferta ferrarese, con cinque punti in classifica in più rispetto ai nostri eroi, col dente ancora avvelenato per la doppia rocambolesca eliminazione dalle coppe internazionali e dalla Coppa Italia ( non so a voi, ma a me ricorda una squadra che nell’aprile 1999 … ) e quindi concentrata con la massima attenzione esclusivamente sulle vicende del campionato. Tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, al Dall’Ara si contano ben 55 precedenti, con un bilancio nettamente favorevole ai nostri colori: 33 vittorie Rossoblù, 8 dei bergamaschi e 14 pareggi. Per due volte ci siamo travestiti da rullo compressore, fissando il risultato sul 5-0: il 29 maggio 1960, doppietta di Sergio Campana e gol di Fascetti, Demarco e Pivatelli; il 7 gennaio 1968, doppietta di Ezio Pascutti accompagnata dai gol di Tentorio, Perani e Fogli. Comunque l’Atalanta non è rimasta sempre con le mani in mano: l’11 settembre 1949, prima giornata di quel campionato, i bergamaschi ci travolsero con un pirotecnico 6-2, dovuto alla tripletta di Hansen, alla doppietta di Soerensen e al gol di Randon, a cui replicammo coi golletti di Cappello e Mike. Quanto ai pareggi, detto di un 4-4 maturato in un allucinante turno di Coppa Italia il 19 novembre 1997 e dovuto al computo della lotteria dei rigori, per due volte il risultato finale è stato di 2-2: il 10 novembre 2001, in Coppa Italia, nerazzurri in vantaggio con Comandini, pareggio di Olive, nuovo vantaggio orobico con Rossini e sigillo finale di Claudio Bellucci; il 20 gennaio 2010, invece, nel recupero di una gara rinviata per neve, i nostri eroi si fecero raggiungere da Manfredini e Chevanton vanificando la doppietta iniziale di SuperMarco Di Vaio. E domani? La storia recente ci insegna che il bergamasco e atalantino Donadoni ha debuttato sulla nostra panchina rilevando Delio Rossi e andando incontro a quella che sembrava una sconfitta annunciata, e anche piuttosto pesante, chiudendo invece con una clamorosa affermazione. Dunque, come sempre, meglio non fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Certo, quando vedi Destro impegnarsi con tutta l’anima per polverizzare il record negativo di Rolando Bianchi ( capace, nel diluvio di Reggio-Sassuolo del 2013, di farsi scivolare addosso un pallone che chiedeva solo di essere appoggiato nella porta vuota ) e riuscirci in pieno, non sei certamente portato all’ottimismo. Consoliamoci pensando che Joey Saputo, contrariamente alle proprie abitudini, si è trattenuto a Bologna e sarà presente in tribuna anche domani, oltretutto dopo essersi sbilanciato verso traguardi leggermente più ambiziosi di quelli ai quali ci aveva fin qui abituato ( ha chiesto espressamente a Bigon & C. di indicargli i nomi di giocatori adatti a conquistare almeno 50 punti a campionato, in modo da poter “ rischiare “ di giocare le Coppe Europee ). Tutto ciò non basta a cavare sangue dalle rape, ma è comunque il buon inizio di un cammino che vuole essere più confortante rispetto ai trascorsi più recenti. A sistemare Destro ci si penserà. Buona partita a tutti.


Paolo Milito

sabato 3 marzo 2018

S - PiALlati...

Primo tempo

Ritmi molto alti nonostante il campo pesantissimo. La pioggia torrenziale non aiuta un buon scorrimento della palla. La prima chance è per i padroni di casa: Lazzari, al terzo minuto, sfonda sulla destra servendo Antenucci: destro alto. All'8°, la prima sostituzione: Poli dà forfait. Al suo posto, dentro Donsah. Passano due  minuti ed ecco il primo grosso episodio della partita: lancio lungo per Antenucci che supera Gonzalez in velocità. Basta un tocco per far perdere l'equilibrio all'attaccante e capocannoniere dei ferraresi, che cade a terra al limite dell'area. Calcio di punizione e rosso diretto per il numero 3 dei rossoblu. D'accordo o meno (ci stava, purtroppo... da gonzi, ma ci stava!), un fallo da ultimo uomo è sempre rosso! E Gonzales lascia in 10 la propria squadra per 80 minuti..... Dalla punizione conseguente, Federico Viviani batte rasoterra e sotto la barriera, con la palla che sibila sul palo sinistro ed esce. Ancora una situazione per il destro da fuori area provato da Alberto Grassi al 16°: palo sinistro sfiorato dalla conclusione della mezz'ala biancoazzurra.
Al 27° ancora Antenucci: gran sinistro da fuori area che finisce a lato di pochissimo. Partita che si incattivisce con il passare dei minuti, con addirittura sei ammoniti nei primi 45 minuti: Donsah rischia tantissimo alla mezz'ora per un brutto fallo su Kurtic. Il primo tempo, comunque, finisce senza gloria per entrambe le squadre.

Secondo tempo

Riparte la gara con un fulmine a ciel sereno: tre minuti e vantaggio dei padroni di casa, che trovano il gol, il primo in stagione, con Alberto Grassi. Grandissimo gol da fuori area, con il destro di controbalzo che batte Mirante per l'1-0 della Spal. Il vantaggio, comunque, è meritato, vista la prima frazione ben giocata dagli uomini di Leonardo Semplici, che non si sono mai risparmiati nè arresi.
 Al 60°, Donadoni (che aveva già risistemato la squadra con un 4-1-3-1 con Donsah esterno basso a destra) toglie Verdi (??????? Perchè non Destro??????). Il numero 9 esce per Avenatti, ulteriore riferimento offensivo con Destro.
I rossoblu cercano la testa di Avenatti per spizzare e prolungare il pallone verso Destro, Dzemaili e Di Francesco, che, sembra, stiano spingendo un po' di più... Masina viene sostituito a 12 minuti dalla fine, per inserire Orsolini in posizione di esterno sinistro. Subito attivo l'ex Atalanta, che sguscia a Lazzari e guadagna un calcio d'angolo all'81°. Angolo dal quale,però, il Bologna non riesce a trovare il gol, vista l'ottima uscita di Meret. E arriviamo adesso all'occasione per il pareggio, che arriva a tempo praticamente scaduto.
Subito dopo il rosso per doppia ammonizione a Mattiello (due rossi e otto gialli a fine partita), Mirante batte la punizione della disperazione da centrocampo. Orsolini sfrutta la sponda di un compagno e riesce a crossare di sinistro per Destro, che è liberissimo a pochi, pochissimi metri dalla porta... Tocco sporco con il piatto destro e palla che si alza... troppo... e finisce alta, spegnendo le speranze di pareggio per il Bologna, ma accendendo le mie ire funeste!!! UN GOL DEL GENERE LO FAI DA ZOPPO, CIECO, CON UNA MANO LEGATA E ANCHE SU UN PIEDE SOLO!!! Destro: vergognati! Ma tanto anche! Due milioni di euro in beneficenza... Il Bologna perde dopo due successi di fila, traguardo raggiunto, invece, dalla Spal: dopo i 3 punti con il Crotone, ecco quelli nel derby, che lanciano i ferraresi a 23 punti, due in più del Crotone. Un 17° posto che sarebbe salvezza: un sogno per la Spal che, grazie ad Alberto Grassi, può continuare a credere nell'impresa.
Come riassumere la prestazione rossoblu di oggi? Con un commento di un tifoso che condivido:

"A prescindere oggi:
Poca corsa!
Poca grinta!
Loro sempre prima sulla palla!
Attacco inesistente!
Sconfitta meritatissima!
E Destro........
No comment!"

Alessandra Sportelli Negrini






venerdì 2 marzo 2018

ANDIAMO A SPAL ... ARE ???



Vista l’aria che tira e la neve che cade, il bisticcio di parole è più che adeguato. Il derby di Ferrara si ripresenta alla ribalta della Serie A dopo cinquant’anni esatti ( l’ultima volta era stata il 10 marzo 1968 ), in cui le due squadre si sono affrontate solo in Coppa Italia e nelle categorie inferiori. Le statistiche raccontano di un terreno amico: tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, infatti, i precedenti sono 26, con 10 vittorie del Bologna, 7 della Spal e ben 9 pareggi. La nostra vittoria più robusta è il 4-1 ottenuto il 29 marzo 1953, gol di Cervellati, Tacconi, Mike e Bacci a cui rispose lo spallino Busnelli. Il 6 luglio 1958, in Coppa Italia, i ferraresi ci inflissero una solenne bastonata: 6-2, per la Spal doppiette di Oltramari e Sorio con l’aggiunta di Malatrasi e Macor, a cui risposero i nostri Pascutti e Fogli. Tutti al minimo sindacale ( 0-0 oppure 1-1 ) i pareggi. Stando alla tradizione ed alle rispettive posizioni di classifica, dunque, domani non dovrebbero esserci grossi problemi per i nostri eroi a centrare la terza vittoria consecutiva. Però ci sono due però: il primo è dovuto alla neve che continua a cadere in maniera copiosa, e nonostante il massiccio uso di teloni protettivi potrebbe mettere a rischio la disputa del match; il secondo è legato allo sconcertante comportamento tenuto finora dai nostri giocatori, capaci di esaltanti giocate come di perdersi clamorosamente in un bicchier d’acqua. Staremo a vedere.




Paolo Milito