Nell’ormai insolita collocazione della domenica alle 15, e stranamente
visibili su SKY anziché nell’universo strampalato di DAZN, ci prepariamo ad
affrontare il Torino nel mezzo di un cammino denso di incertezze e
contraddizioni. Prima di tutto i numeri: sotto le Due Torri il confronto
annovera qualcosa come 74 precedenti, distribuiti fra Prima Divisione, Serie A,
Serie B e Coppa Italia; bilancio decisamente favorevole ai nostri colori, con
40 vittorie, 13 sconfitte e 21 pareggi. La vittoria più robusta risale al 7
marzo 1956: finì 6-1, grazie alla tripletta di Pivatelli, alla doppietta di
Pascutti e al tocco conclusivo di Pozzan, in risposta al granata Bacci; per due
volte, invece, il Torino ha vinto 3-0: il 9 ottobre 1938, gol di Petron,
Gaddoni e Bo ( … in effetti con quel nome sarebbe stato più appropriato che
avesse indossato i nostri colori … ) e il 10 ottobre 1976, doppietta di Graziani
e gol del nostro futuro idolo Garritano. Il 13 dicembre 2008, poi, vincemmo
5-2, ma quella partita, più che per il punteggio, è rimasta nella storia in
quanto Marco Di Vaio, dovendo battere un rigore, lasciò spazio a Bernacci, e il
gesto, a fine campionato, gli costò la vittoria nella classifica dei cannonieri
a vantaggio dell’interista Ibrahimovic. Per la bellezza di otto volte il
punteggio finale è stato 2-2; in particolare, il 13 aprile 2013 l’allora
capitano del Toro Rolando Bianchi segnò il gol decisivo sul fischio finale,
convincendo così Albano Guaraldi ad ingaggiarlo con un sontuoso contratto che
poi, negli anni successivi, ci ha perseguitato fino alla sua estinzione. E domani
??? Detto dell’immancabile tentativo del presidente granata Cairo di soffiarci
lo Scudetto del 1927, a cui si è premurato di replicare, durante l’estate, un
rappresentate legale del Comitato costituitosi ad opera di Futuro Rossoblù
sotto la presidenza della Signora Bulgarelli ( sorella di Giacomino ), in
questi giorni dobbiamo fare i conti con le conseguenze di alcune esternazioni
troppo disinvolte del Presidente Saputo. In particolare, si teme un progressivo
disimpegno del magnate canadese, dopo l’annuncio dell’intenzione di voler
ridimensionare la presenza della sua famiglia negli Impact. Contemporaneamente,
come era facile prevedere, in tanti sono andati a bussare alla porta di
SuperJoe Tacopina, chiedendogli più o meno esplicitamente di tornare a battere
le nostre strade. Come finirà ??? Intanto, Saputo ha parlato di tasse canadesi
eccessive, quindi di Bologna e del Bologna non ha proprio fatto parola. Certo,
se le autorità locali dovessero persistere nel creare ulteriori paletti sul
percorso dopo quelli faticosamente superati finora, la mancata realizzazione
dell’Operazione Stadio potrebbe farci rischiare di essere scaricati anche da
questo Presidente facoltoso. Per il momento, comunque, siamo solo nel campo
delle ipotesi. L’unica cosa che mi sento di sottolineare è l’onesta ammissione,
da parte di Tacopina, di aver puntato, scegliendo Claudio Fenucci come AD, su
un cavallo sbagliato, alla luce delle sue continue gaffes e dichiarazioni fuori
luogo. Sotto il profilo tecnico, recuperato alla causa Palacio, possiamo fare
affidamento su un gruppo di giocatori discontinui ma comunque validi, nella
speranza che Mattia Destro recuperi la retta via prima di essere cacciato a
pedate nel prossimo mercato invernale. Staremo a vedere.
Paolo Milito
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