Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

lunedì 12 luglio 2021

QUEL FIORE GETTATO AL VENTO.

Un certo Bettino Craxi, quando accettava di sottoporsi ad interviste " a cuore aperto ", al giornalista o al conduttore di turno che gli chiedeva quale fosse il suo più grande rimpianto rispondeva sempre " un fiore che non colsi ". Per il Bologna Roberto Mancini è qualcosa di più: un fiore che qualcuno aveva avuto l'accortezza di cogliere, ma che poi qualcun altro aveva dissennatamente gettato al vento, impedendogli così di proseguire il proprio cammino sulla strada tracciata da Giacomino Bulgarelli, del quale avrebbe legittimamente potuto aspirare a prendere il posto nei cuori della tifoseria. Il bimbo-prodigio arrivato da Jesi ci aveva messo poco a conquistare la città, trascinando la formazione Primavera a vincere uno storico Scudetto. Da allora, una progressione inarrestabile: l'esordio in Serie A voluto da Tarcisio Burgnich, una copiosa quantità di gol che non servirono ad evitarci la prima retrocessione, lo sbarco a Genova, dove, in maglia blucerchiata, ha vinto praticamente tutto, ad eccezione della Coppa dei Campioni mancata di un soffio a Wembley e di cui si è poi rifatto col trionfo di ieri sera; il finale di carriera a Roma, sponda Lazio, arricchito da un altro Scudetto, per proseguire poi come allenatore, diventando un caso più unico che raro: di solito i campionissimi in panchina non brillano con altrettanta lucentezza. Negli anni Robertino non ha mai dimenticato gli amici bolognesi, anzi è stato più volte sul punto di tornare sotto le nostre bandiere, ma c'è stato sempre qualche piccolo particolare ad impedire che il sogno si avverasse. Basti pensare alla vicenda che portò alla prima esperienza di Sinisa Mihajlovic come allenatore: il serbo era il suo secondo all'Inter; erano rimasti entrambi a spasso, dopo l'esonero voluto da Moratti, che si era infatuato di Mourinho, e Francesca Menarini, compagna di scuola di Robertino, pensò bene di chiamarli alla guida del club di cui aveva appena assunto la presidenza. Siccome, da regolamento, gli spettavano parecchi soldoni, il Mancio non se la sentì di rinunciare al contratto nerazzurro, e suggerì l'ingaggio del serbo come tecnico, ritagliandosi un ruolo di consigliere occulto da ricoprire nei giardini di Casteldebole. Poi le cose andarono diversamente da come si sperava, con Mancini che beccò Luciano Moggi nello spogliatoio Rossoblù e se ne andò sbattendo la porta, seguito, poco tempo dopo, dallo stesso Sinisa. In seguito Mancini è diventato la prima scelta di Joey Saputo, ma non ha mai concretizzato l'accordo sempre per qualche piccolo particolare: la prima volta non se la sentì di rilevare la squadra a ridosso dei play-off di Serie B, la seconda l'Inter lo richiamò bruciando il Bologna per poche ore, al momento di cacciare Delio Rossi. All'inizio della primavera, girava una voce: Sinisa, messo a dura prova dalla malattia, si sarebbe spostato in un ruolo dirigenziale lasciando la panchina a Robertino. Dopo il trionfo di ieri sera, però, credo proprio che questa voce sia destinata a restare tale, almeno fino alla conclusione dei Mondiali 2022. Non ci rimane, quindi, che associarci al resto dei Tifosi di tutta Italia ringraziando il Mancio per la grande gioia che ci ha regalato, sperando che continui  ad incrementare la serie di record stabiliti da quando si è seduto sulla panchina azzurra. 


Paolo Milito


 

domenica 13 giugno 2021

... NON SUCCEDE, MA ...

Evidentemente a Sport Mediaset erano troppo presi dalla cerimonia d'apertura di Euro 2020. Sta di fatto che, per annunciare la vittoria della Virtus nella finale-scudetto, non hanno trovato di meglio che utilizzare lo stemma del Bologna, accompagnato da una foto di Zlatan Ibrahimovic decisamente rattristato. Non perchè ci creda, ma, chissà, potrebbe anche portar bene ... Non dico altro, il resto lo lascio alla vostra immaginazione. Buona domenica a tutti !!!


Paolo Milito


martedì 1 giugno 2021

... FURIO ZARA, VATTENE A TORPIGNATTARA !!! ...

 ... e restaci il più a lungo possibile. La tua famiglia forse no, ma tutto il resto del mondo te ne sarà profondamente grato !!! Chiedo scusa per lo sfogo, ma non se ne poteva più. La cosa parte da lontano, precisamente dal 13 luglio 2019: sì, quel pomeriggio di un giorno da cani in cui cominciarono a circolare le prime voci di un bruttissimo problema di salute che attanagliava Sinisa Mihajlovic. Quel giorno Giorgia Mattioli, con la quale avevo un bellissimo rapporto, mi mandò un messaggio nella posta privata di Facebook, dicendomi che stava per uscire una notizia clamorosa riguardante il nostro tecnico serbo. E che non poteva dirmi di più, essendosi impegnata coi ragazzi di Zerocinquantuno a non invadere la privacy di Sinisa e della sua famiglia. Pochi minuti dopo, Zerocinquantuno interruppe le sue normali attività, motivando la scelta proprio con la volontà di non danneggiare l'immagine di Sinisa, che aveva convocato per il giorno seguente una conferenza stampa in cui si impegnava a chiarire la situazione. Per me, e per tutte le persone che si ritengono serie guardandosi allo specchio, la cosa poteva finire lì. Non per Ivan Zazzaroni, da poco diventato direttore di Stadio, ( e che nell'occasione ribattezzai CAZZARONI ) che non frappose indugi e inviò alle varie rassegne notturne una vergognosa prima pagina in cui si annunciava ai quattro venti che Sinisa aveva la leucemia e che il giorno dopo sarebbe stato reso noto il nome del suo sostituto. Come sono andate poi le cose lo sappiamo benissimo, inutile rivangare. Il problema è stato che nella redazione di Stadio lavora un certo Furio Zara, che negli ultimi tempi ha beneficiato anche di una notevole cassa di risonanza televisiva, soprattutto alla Domenica Sportiva. Ebbene, questo signore, non contento di essere stato clamorosamente sconfessato quando aveva annunciato " la sicura firma di Sinisa con la Roma " il giorno precedente il famoso rinnovo triennale, negli ultimi quattro mesi, un giorno sì e l'altro pure, non ha fatto altro che dare per sicuro " l'addio di Sinisa alle Due Torri, sicuro partente " alla volta prima di Milano, sponda Inter, poi verso la riva laziale di Roma, complici alcune inopportune sparate di Lotito, incurante delle continue smentite che arrivavano dai nostri dirigenti e, fra le righe, anche dallo stesso Sinisa. Antipatie da cortile ??? Mezzucci per vendere più giornali ??? In ogni caso, io mi sono sentito molto infastidito da questo modo di fare, e credo di essere in nutrita compagnia. Per chiarire meglio il tutto, concludo pubblicando la riproduzione della prima pagina di Stadio di oggi, nell'edizione bolognese, lasciando a voi il giudizio finale. Buona giornata a tutti.


Paolo Milito

 

sabato 22 maggio 2021

IL GRAN FINALE.

Nella vita, si sa, tutto finisce, e quindi anche questo campionato di calcio, domani sera, verrà consegnato agli archivi. Il caso vuole che il ballo conclusivo ci metta di fronte la più odiata delle nostre avversarie, quella Juve contro la quale il fattore-campo conta ben poco e che spesso e volentieri ha beneficiato, e non solo contro di noi, di sviste arbitrali di una certa consistenza. I numeri raccontano di 89 precedenti, spalmati fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia; 37 le vittorie dei bianconeri, 23 quelle del Bologna, 29 i pareggi. La nostra vittoria più robusta è il 4-0 ottenuto il 24 maggio 1931, grazie alla tripletta di Reguzzoni accompagnata da un gol di Ottani. Il 29 ottobre 1950, invece, fu la Juve a vincere con un sonoro 5-0 dovuto alla doppietta di Praest ed ai gol di Manente, Karl Hansen e John Hansen. Fra i pareggi, spicca il clamoroso 7-7 del 15 ottobre 1958: in realtà era la finale per il terzo posto della Coppa Italia; si andò ai rigori sul risultato di 3-3, e stante la persistente parità sul 7-7 l’arbitro procedette al sorteggio, che ci assegnò il terzo posto. A prescindere dai risultati, per motivi opposti ricordiamo il 3-0 ottenuto dalla Banda-Mazzone ai danni di Marcello Lippi, il 29 novembre 1998, e il 2-2 del 13 aprile 2003, che scatenò in Francesco Guidolin l’irrefrenabile impulso a paragonare la città di Bologna ad un gigantesco scarico fognario. Stando alle chiacchiere da corridoio, quella di domani potrebbe essere l’ultima occasione di veder ballare coi nostri colori Palacio, Danilo e, chissà, lo stesso Sinisa Mihajlovic. In realtà, il comportamento tenuto in queste ore dal Presidente Saputo, rientrato a Bologna per la grande occasione, sembrerebbe virare in tutt’altra direzione. Come ampiamente specificato nei giorni scorsi dai nostri dirigenti, il magnate canadese ha richiesto sì una certa parsimonia in sede di mercato, ma non ha puntato fucili contro nessuno, lasciando quindi ampi margini di valutazione ai nostri operatori, da Sabatini a Di Vaio passando per Bigon. Quindi, se proprio ci sarà da procedere a delle cessioni, innanzi tutto c’è da sistemare Santander, che il tecnico serbo proprio non digerisce, e prima di mollare gioielli preziosi come Vignato c’è sempre la possibilità di monetizzare adeguatamente qualche straniero nerboruto come Schouten o Svanberg. Senza contare che Sinisa, oltre a raccontare di uno strano sogno in cui la Juve beneficiava dell’ennesimo rigore, anche oggi ha più volte ricordato di avere ancora davanti due anni di contratto. Insomma: al mercato ci penseremo da lunedì; domani possiamo ancora mettere a segno un colpettino importante, e come ben sappiamo di solito non succede, ma se succede … Buona domenica !!!


Paolo Milito


domenica 16 maggio 2021

NOTTURNO VERONESE.

La penultima di campionato ci impone una gita fuori orario nella tana del nostro ex vicepresidente Maurizio Setti, contro un avversario già salvo come noi. I numeri raccontano di 35 precedenti, suddivisi fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia, con 12 vittorie dei gialloblù, 9 dei nostri e 14 pareggi. La vittoria più pesante degli scaligeri risale al 19 ottobre 1913, in Prima Divisione: finì 8-2, con quattro gol di Forlivesi, due di Corsi, uno di Liniger e uno di Vigevani, a cui replicammo solo con Della Valle II e Badini I. Sempre in Prima Divisione, il 6 gennaio 1929 toccò al Bologna travolgere gli avversari con quattro gol di Angiolino Schiavio, uno di Baldi e uno di Busini III, a cui rispose il solo Porta per il gol della bandiera. Quanto ai pareggi, notevole il 3-3 uscito il 3 ottobre 1976: per noi doppietta di Clerici e gol di Grop, per loro doppietta di Gianfranco Zigoni e gol di Adelio Moro. La volta precedente, Sinisa Mihajlovic irruppe nello stadio veronese quasi a sorpresa, evadendo letteralmente dalla chemioterapia. Stavolta la situazione è decisamente più tranquilla. Sfumato l’obiettivo di migliorare il record dei punti di Saputo, resta da conquistare una decima posizione che garantirebbe una miglior posizione contrattuale in sede di diritti televisivi. Sarà anche l’occasione per valutare ancora una volta la consistenza del portierino Ravaglia, in modo da orientare le operazioni di mercato: in quel reparto non dovremmo comunque avere problemi, perché se è vero che Angelo Da Costa probabilmente passerà nei quadri tecnici, è altresì vero che possiamo sempre richiamare a casa Mamadou Sarr, mandato in prestito proprio perché non si arrugginisse troppo. In sala stampa, Sinisa è sembrato un po’ insofferente: di certo si è stufato delle volte che viene continuamente dato in partenza nonostante le smentite; la battutaccia riservata alla Juve ( “ se vogliono giocare quando gli pare gliela diamo vinta a tavolino “ ) non sembra certamente preludere ad un clamoroso avvicinamento del serbo alla sponda bianconera di Torino. Staremo a vedere.


Paolo Milito


martedì 11 maggio 2021

QUEL PESTO A VOLTE INDIGESTO.

La terzultima di campionato ci impone di ricevere a domicilio la visita del Genoa, nelle cui fila troviamo due campioni mondiali di “ simpatia “, ovvero Ballardini e quel Destro capace di andare a segno contro di noi nella gara di andata e di esultare come se non ci fosse un domani, dopo essersi fatto aspettare invano da tutti noi, in un confronto fra due squadre ormai salve e tranquille, a differenza di un passato in cui, specie negli anni d’oro, fra le tifoserie sono volate anche delle revolverate. A Bologna la partita vanta 63 precedenti, spalmati fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia, con 30 vittorie del Bologna, 10 del Genoa e 23 pareggi. Se guardiamo solo ai punteggi troviamo una nostra grande vittoria risalente al 22 ottobre 1939, un bel 5-3 dovuto alla tripletta di Puricelli ed ai gol di Reguzzoni e Boriani, a cui replicarono Neri, Scarabello e Gabardo. Il 16 maggio 1943, in Coppa Italia, incassammo invece un robusto 5-2: per il Genoa doppiette di Sotgiu e Ispiro e gol di Trevisan, a cui rispondemmo soltanto con Nardi e Raffaele Sansone. Quanto ai pareggi, notevole il 4-4 uscito il 28 febbraio 1937, fra due squadre impegnatissime a contendersi lo Scudetto; per noi doppietta di Andreolo e gol di De Filippis e Corsi, per loro doppietta di Arcari e gol di Fasanelli e Marchionneschi. Spizzicando qua e là fra i ricordi troviamo anche qualche particolare interessante, come la spettacolare punizione messa a segno da Stefano Torrisi il 24 novembre 2006, in Serie B, o il gol segnato ai nostri danni da Soumaoro in occasione del precedente confronto, vinto dal Genoa per 3-0, il 15 febbraio 2020. Domani sera, dunque, dovremmo assistere ad un altro incontro equilibrato come quello di sabato scorso a Udine. Sinisa Mihajlovic ha già chiesto alla truppa il massimo impegno per tentare di vincere le tre restanti partite e migliorare il record di punti di Joey Saputo; impresa non troppo utopistica se pensiamo che, oltre al già salvo Genoa, ci toccheranno l’altrettanto tranquillo Verona e la scassatissima Juve di Pirlo. Ovviamente il tecnico serbo sfrutterà queste partite tranquille per testare i giocatori a disposizione, soprattutto i più giovani, e decidere in quale direzione indirizzare i nostri uomini di mercato. Pronostico triplo, nella speranza di vivere una bella serata senza troppi pensieri.


Paolo Milito


venerdì 7 maggio 2021

FINALE DI STAGIONE.

Dopo il pirotecnico e rocambolesco Derby dell’Appennino, finito 3-3 ed entrato nella storia per aver consentito a Palacio di stabilire un record difficilmente battibile, ti aspetteresti di goderti appieno le magie realizzate da Vignato, e di affrontare le restanti partite con la prospettiva di valutare quanto hai in casa e regolarti di conseguenza per operare adeguatamente in sede di mercato. E invece no: in sala stampa un branco di lupi in attesa del grande annuncio, ovvero Sinisa che va via, pare che non aspettino altro. A parte l’immancabile Furio Zara, saltano fuori i più impensabili ( tipo Cervellati ) a sostenere che Sinisa non potrà che andare via per… e giù con una montagna di cazzate, tutte riconducibili alla presunta frustrazione del tecnico serbo verso il discorso tenuto da Walter Sabatini, in cui il DG prospettava la necessità di dover procedere ad un paio di cessioni dolorose, come se queste non fossero state concordate preventivamente col diretto interessato. Per il momento, è stata messa fuori causa solo la Roma, che ha ingaggiato un tizio portoghese abituato alle vittorie multiple, forse sconosciuto a Zara & C. Chissà perché certa gente non vede l’ora. Forse perché ancora sono incazzati dal pomeriggio del 13 luglio 2019, quando diedero per scontato l’avvicendamento di Sinisa, gravemente ammalato, con chissà chi, restando buggerati e con un palmo di naso di fronte agli eventi verificatisi in seguito. Vabbè, meglio pensare al calcio giocato. Il calendario ci impone, questa settimana, di andare a far visita all’Udinese del nostro ex vice-allenatore Gotti. Il confronto vanta, in Friuli, 46 precedenti, suddivisi fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia, con 20 vittorie dei padroni di casa contro 11 del Bologna e 15 pareggi. Per due volte abbiamo subìto un pesante 4-0, il 17 novembre 1991, in Serie B, e il 4 dicembre 2019, in Coppa Italia. Per contro, quando facevamo tremare il mondo, ovvero il 18 ottobre 1925, rifilammo un robusto 7-1 alle Zebrette. Per quel che riguarda i pareggi, per ben tre volte è finita 2-2. Da ricordare, infine, il 10 maggio 1953, quando la gara fu sospesa per incidenti e ci fu poi data vinta 2-0 a tavolino. Domani si affronteranno due squadre a parità di punti e di classifica. Dovrebbe uscirne una partita interessante, anche se non tutte le settimane può succedere di imbattersi in un tandem in giornata di grazia come Vignato-Palacio di domenica scorsa. Pronostico triplo, dunque, in attesa di sviluppi successivi.


Paolo Milito