Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

sabato 11 agosto 2018

LA PRIMA DI SUPERPIPPO.


E così, dopo un’attesa nemmeno troppo lunga, è arrivato il momento di mettere alla prova il nuovo allenatore del Bologna. Siamo passati da una vecchia gloria milanista ad un’altra, ma il clima che si respira è totalmente diverso. Avevo già avuto modo di sottolineare, nel corso dell’ultima stagione, che il rendimento schizofrenico della squadra, capace di alternare prestazioni esaltanti a figuracce colossali e disarmanti, poteva essere dovuto a contrasti interni allo spogliatoio, ma per fortuna  ( o purtroppo ??? ) nell’Era Saputo i muri di Casteldebole sono molto spessi, in misura direttamente proporzionale a quanto erano trasparenti e bucherellati sotto Albano Marrano, ragion per cui certe cose si possono solo tirare a indovinare. Singolare, comunque, che contestualmente all’esonero di Donadoni sia partito dalla Francia un tweet di esultanza firmato da Mounier, uno che sembrava dovesse diventare un punto fermo del nostro scacchiere e che invece, via via, era scivolato in fondo alle gerarchie fino a ritrovarsi … sbolognato ad una squadra francese la cui tifoseria lo aspettava al varco per via di troppo disinvolte esternazioni di gioventù. Qualche altra cosa l’abbiamo appresa da una dichiarazione quasi a denti stretti di Simone Verdi, che in quel di Napoli ha ammesso che il tecnico bergamasco non si era certo complimentato con lui all’indomani del clamoroso rifiuto durante il mercato invernale. Insomma: Donadoni ormai aveva rotto con la squadra, ed il congedo era diventato inevitabile. Dal canto suo, Inzaghi sembra aver portato una robusta ventata di entusiasmo, i cui benefici effetti dovrebbero essere visibili già a partire da domani sera. La prima di Coppa Italia ci mette di fronte ad una nobile decaduta, il Padova, che si sta riaffacciando solo ora alle grandi ribalte dopo un lungo periodo di sofferenze, e alla cui guida troviamo Pierpaolo Bisoli, che personalmente ricordo come il tecnico che ha fatto vivere l’ultima stagione di un certo spessore al Foligno ma che, all’ombra della Torre di Maratona, è stato capace di ingranare, nel 2011, una partenza talmente disastrosa da consegnare a Stefano Pioli una squadra praticamente a punti zero, con una sola serata di gloria: la qualificazione al turno successivo di Coppa Italia, ottenuta proprio a spese del Padova !!! Vabbè, veniamo alle statistiche: in terra bolognese il match conta complessivamente 22 precedenti, distribuiti fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia, con 13 vittorie Rossoblù, 4 del Padova e 5 pareggi. Per ritrovare la nostra vittoria più robusta bisogna risalire al 3 ottobre 1926, anniversario della fondazione e prima giornata di quel campionato: un fragoroso 5- 1, dovuto alla doppietta di Angiolino Schiavio ed ai gol di Martelli, Monti e Maini, a cui replicò il padovano Pozzi. Delle quattro vittorie padovane, tre sono state ottenute col punteggio di 2 -1; la più dannosa fu senza dubbio quella maturata il 22 agosto 1993: pur essendo in Serie C giocavamo nella Coppa Italia vera e propria, e quella sconfitta ci costò l’eliminazione; al gol iniziale del nostro Luca Cecconi risposero Simonetta e Maniero. Per ben due volte, poi, la partita è finita 2 -2: il 15 ottobre 1950, gol di Cappello e Matteucci a cui risposero Celio e Curti, e il 5 giugno 1960, ultima giornata di quel campionato, quando alla doppietta del padovano Brighenti replicarono i nostri Tumburus e Demarco. Dunque, tradizione ampiamente favorevole. In attesa di vedere se arriverà un nuovo Numero Dieci, se Mattia Destro ( che in una settimana ha respinto per due volte le avances del Parma ) proseguirà nel proposito di risalire la china con indosso i nostri colori e se davvero il capitano sarà Dzemaili, non ci resta che attendere il fischio d’inizio ufficiale della nuova stagione, sperando che la serata si sviluppi un po’ più felicemente rispetto ad un anno fa.

Paolo Milito


sabato 4 agosto 2018

ARRIVI, PARTENZE E SOSTE FORZATE.


Volge al termine anche l’ultima settimana estiva prima della ripresa vera e propria dell’attività agonistica. Devo ammettere che il clima è un po’ contraddittorio: da una parte ci sono gli euforici per l’arrivo sulla panchina di Mister Inzaghi, dall’altra quelli che si fasciano la testa molto prima di essersela rotta paventando chissà quali disastri dietro l’angolo. Nel mezzo, come sempre, la realtà. Una realtà che ci porta a salutare Krafth e Petkovic, salpati verso lidi stranieri, e ad accogliere il giovane Corbo, segnalato dagli esperti come un soggetto destinato ad un futuro luminoso. Una realtà che allontana l’incubo di dover passare tre anni in pellegrinaggio, in attesa della ristrutturazione dello Stadio, ormai incanalata nel giusto percorso. Una realtà che, purtroppo, ci mette di fronte al primo grave problema della stagione: Donsah si è fratturato una tibia, e dovrà stare fermo per almeno due mesi. E adesso cosa succederà ? Inzaghi si arrangerà con quello che c’è in casa, o la Società cercherà sul mercato delle alternative pronte per l’uso ? Staremo a vedere, così come vedremo cosa c’è davvero dietro al cambio di numero di Mattia Destro. Si tratta di un caso di “ difficile “ interpretazione, in quanto potrebbe esserci entrata davvero la proverbiale scaramanzia dilagante fra i calciatori professionisti, e quindi il desiderio dell’attaccante marchigiano di voler rinverdire i fasti di un glorioso passato indossando un numero di maglia meno rinomato e prestigioso ma simbolo di dolci ricordi; conoscendo certe dinamiche di mercato, però, non si può escludere a priori che Riccardo Bigon stia portando avanti qualche trattativa sottotraccia destinata a far sbarcare sotto le Due Torri un nome altisonante ( senza far cognomi, per esempio, Balotelli ) da invogliare ancor di più con la prospettiva di indossare il prestigioso Numero Dieci. Chi vivrà vedrà. Intanto, nel pomeriggio i nostri eroi sono attesi da un’amichevole un po’ più impegnativa delle precedenti, contro il Norimberga, che servirà ad Inzaghi per mettere a punto i meccanismi in vista dell’impegno di Coppa Italia della prossima settimana. Più che al risultato, a mio avviso il tecnico dovrà badare a correggere gli errori di impostazione che ci hanno portato, nell’ultima occasione, ad incassare il gol della sconfitta sul fischio finale, cosa assai poco rassicurante. Infine, una curiosità: l’imminente partita di campionato contro il Frosinone deve essere stata presa di mira sia in Paradiso che all’Inferno: sarà trasmessa in diretta solo dall’oggetto misterioso DAZN, che secondo qualcuno è semplicemente il computer di casa del compagno della giornalista Diletta Leotta ( alla faccia dei fessi come me che dal 2003 sono abbonati a SKY ), si giocherà a porte chiuse e si giocherà a Torino ( ? ), quasi a voler avvisare il Frosinone di essere tornato in Serie A urtando la suscettibilità di chissà quali poteri forti. Vabbè, nella vita c’è di peggio. Buona domenica a tutti.

Paolo Milito


sabato 28 luglio 2018

LAVORI IN CORSO.


Settimana interlocutoria in attesa dei primi grandi appuntamenti. Lasciata Pinzolo, la truppa di Pippo Inzaghi affronta ora la parte austriaca della preparazione. Il sorteggio del calendario del campionato ha prodotto un cammino tutto sommato equilibrato, che dovrebbe consentire, a priori, almeno una tranquilla salvezza. Tuttavia trovo quantomeno singolare che la SPAL si trovi a giocare il primo turno come nostra ospite per poi rigiocare al Dall’Ara come padrona di casa contro il Parma. E siccome piove sempre sul bagnato, quel giorno i nostri eroi dovranno affrontare il Frosinone a porte chiuse. Facile l’equazione: si incrociano ferraresi e parmensi, i bolognesi restano a casa, ragion per cui festa grande per la prefettura !!! Vabbè, studiandoci sopra troveranno il modo di ovviare all’inconveniente, così come gli ingegneri preposti, a dispetto dei timori a lungo esternati da più parti, hanno trovato il modo di programmare la ristrutturazione dello Stadio facendo in modo da non costringere la squadra a emigrare e al tempo stesso salvando la Torre di Maratona, punto di riferimento irrinunciabile dell’intero Popolo Rossoblù. Detto di Simone Verdi e del suo scoop a scoppio ritardato riguardante i complimenti ricevuti da Donadoni dopo aver rifiutato il trasferimento al Napoli, valutabile a seconda dei punti di vista, restiamo in attesa della Coppa Italia e di qualche colpo di mercato della penultima mezzora.

Paolo Milito