Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

domenica 15 aprile 2018

Bologna vincente!!!












Stadio Dall'Ara, Bologna, 15 aprile 2018...
Con un bellissimo e commovente video in ricordo di Cesarino Cervellati, comincia il pomeriggio calcistico del Bologna.
Il primo tempo della gara è caratterizzato da un approccio più che positivo della squadra, che scende bene in campo, con la convinzione giusta.
Un Bologna che gioca bene, segnando con una perla di Verdi, su azione di Palacio (che non si è risparmiato un solo secondo!), e che vede tutta la squadra propositiva e costruttiva, nonostante qualche errore di troppo di Mbaye e Dzemaili, oggi non in partita.
Il secondo tempo poteva e doveva essere gestito meglio. Nonostante il gol di Nagy a tempo scaduto, sembrava quasi che i ragazzi avessero "paura" di vincere....
Torna titolare anche Mattia Destro, ma, personalmente, resto del mio parere: tutta la squadra dovrebbe giocare per lui, che è un "attaccante da area"... a parti inverse, invece, difficilmente lui sibsacrifica per la squadra... e non corre! Palacio e Verdi si sono fatti il campo almeno 50 volte...
La vittoria, comunque, è arrivata e con i 3 punti di oggi,  il Bologna è salito a quota 38 punti, raggiungendo (forse) la virtuale salvezza e obiettivo di stagione...
Ci sono altri 18 punti da poter intascare, e sarebbe bello vedere un Bologna che scala la classifica...
Sulla sostituzione di Pulgar, ecco le motivazioni di Donadoni: "Nella rifinitura di ieri, ha accusato un fastidio all'adduttore e, anche se mi ha detto che era a posto, ero preoccupato per quello e per l'ammonizione. Speriamo di averlo mercoledì"...
Io spero di poter rivedere il Bologna del primo tempo di oggi!
Forza Bologna!
Alessandra Sportelli Negrini

sabato 14 aprile 2018

ASPETTANDO IL VERONA.


Dopo la figuraccia rimediata nella non-partita di Crotone, il ritiro punitivo, il ritorno di Saputo, la conferma di Bigon e le speranze incazzose di Marco Di Vaio, ci prepariamo a ricevere il Verona di Pecchia, Ferrari e Zuculini, forti di una miglior posizione in classifica ( noi undicesimi, loro penultimi ) frutto di dieci punti in più. Ci troveremo di fronte un avversario tradizionalmente abbordabile, e palesemente inferiore sul piano tecnico, ma quanto successo a Crotone deve giocoforza renderci pronti ad aspettarci altri miracoli in negativo, le cui cause possono essere molteplici e misteriose, considerando che, tanto per fare un esempio, rispetto alla disastrosa stagione 2013 l’attuale Bologna rappresenta una sistemazione di lusso, ambita da molti giocatori che all’epoca scappavano a gambe levate al solo sentirci nominare. I numeri dicono che ci sono 27 precedenti, spalmati tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, con un bilancio nettamente favorevole ai nostri colori, ossia 14 vittorie contro 4 del Verona e 9 pareggi. La vittoria più altisonante risale al 2 febbraio 1997, quando il Bologna di Gazzoni e Ulivieri seppellì i gialloblù sotto una montagna di gol: 6-1, con doppietta di Scapolo, gol di Paramatti, Marocchi, Andersson e Shalimov e gol della bandiera di Zanini. Per contro, nella già citata stagione 2013-14, il 6 ottobre 2013 furono i gialloblù a passare sui nostri cadaveri ottenendo un sonoro 4-1, dovuto ai gol di Cacciatore, Iturbe, Toni e Jorginho inframezzati da un rigorino di Diamanti; a rendere memorabile quella batosta contribuì uno sconcertante risvolto del mercato estivo: i nostri dirigenti avevano sdegnosamente respinto Luca Toni, autocandidatosi a concludere la carriera con la nostra maglia, sostenendo che non eravamo un cimitero di elefanti, ed il Campione del Mondo era andato a fare le fortune degli scaligeri, mentre noi imboccavamo una china pericolosa che ci avrebbe portato, oltre che alla retrocessione, a rischiare di scomparire dalla faccia della Terra. Da ricordare anche il 3 gennaio 1971, ultima partita di Franco Liguori prima della “ Cura Benetti “: finì 2-2, doppio vantaggio veronese di Bergamaschi e Clerici, rimontato da Savoldi e Bulgarelli. E domani? Ribadisco: la differenza tecnica ci favorisce, la classifica non è bugiarda, ma a questo punto preferisco non dare nulla per scontato. Mi permetto solo di chiedere una prestazione che onori adeguatamente la memoria di Cesarino Cervellati, uno che ha saputo indossare degnamente i nostri colori in campo e in panchina.
 Paolo Milito

domenica 8 aprile 2018

Crotone d'assalto...

Caro Bologna... cosa dovrei scrivere? In campo non ti ho visto e definirti inesistente, è essere di manica larga. Non mi dilungherò nell'analisi di un match spento, privo di gioco e di spunti e imbarazzante... Non scriverò per l'ennesima volta che vederti (non) giocare così è una sofferenza atroce... Non perderò tempo per cercare di capire perchè... L'anno scorso hai fatto 41 punti, e avevano assicurato a noi tifosi che quest'anno avresti portato a casa "almeno" un punto in più... Obiettivo "scazzato" in pieno, tanto che la certezza di essere salvi non c'è! Non credo di dover aggiungere altro, e altro non c'è da aggiungere: la mestizia e la pochezza di questo campionato sono sotto gli occhi di tutti, anche davanti a chi si ostina a dire che non è vero e che sono "naigoduta e sgodevole" perchè ho il coraggio, da sempre, di dire le cose come stanno!
Il Crotone ha giocato, con una chiara idea di gioco e sapendo bene cosa fare!
Tu, caro Bologna... semplicemente non pervenuto!
È dura, durissima da accettare, ma sei la mia squadra (e questo non si discute!) in ogni circostanza...
Il Crotone ti ha steso, facendoti sciogliere come neve al sole... Troppi i palloni persi e gli errori difensivi, come quello di De Maio e Torosidis sul gol... Poche occasioni, quasi tutte su punizione, sprecate ignobilmente...
Nessuna idea di gioco...
Aspetterò la prossima partita, ma il cuore rossoblu sanguina... tanto!
Alessandra Sportelli Negrini


Foto de "Il Resto del Carlino"

sabato 7 aprile 2018

CALCOLI PITAGORICI.


Il Bologna scende in Calabria ad affrontare il Crotone forte di una più solida posizione in classifica, il che non vuol dire che abbia vinto prima ancora di giocare: abbiamo undici punti in più, ma dopo l’arrivo in panchina di Walter Zenga i rossoblù pitagorici hanno cambiato passo, togliendosi di dosso l’immagine di vittima sacrificale e dando vita, in qualche caso, a clamorose sorprese. Il confronto ha radici recenti, e conta quattro precedenti, di cui solo uno in Serie A, con due vittorie del Bologna, una del Crotone e un pareggio. Delle due nostre vittorie, la più vistosa è quella ottenuta il 7 febbraio 2015, 2-0, doppietta di Karim Laribi; presto detto il pareggio: 0-0, 20 gennaio 2007; l’11 febbraio 2006, invece, perdemmo 3-0, a causa di due rigori trasformati da Jeda a cui si aggiunse un gol del giovanissimo Graziano Pellè. Dopo aver celebrato adeguatamente il felice debutto del portiere Santurro, sia pur macchiato da qualche lieve incertezza, arriviamo a questa partita al termine di una settimana strana, agitata dalle polemiche per i fischi rimediati da Donadoni dopo aver sostituito Verdi contro la Roma, proseguita col rincorrersi di vari possibili nuovi nomi per la panchina ( però, sinceramente, un conto è sentir vagheggiare l’arrivo di Sarri, Mancini o Mourinho, ma se devo veder seduto sulla nostra panchina Ventura preferisco Donadoni tutta la vita, con buona pace di chi lo contesta ad ogni passo sospinto ), e conclusasi, almeno per ora, con la strana colluttazione che ha visto protagonista Dzemaili ( autore del gol con cui abbiamo vinto a Crotone nel campionato scorso ) all’uscita dall’allenamento. Come finirà? In casi del genere, la fortuna aiuta quasi sempre chi ha vere necessità di classifica. Quali stimoli possono spingere i nostri baldi giovani a battersi per ottenere un risultato positivo? Semplice: innanzi tutto la possibilità di ottenere benefici economici da un miglior piazzamento in classifica, a prescindere dalla possibilità di disputare le coppe europee nella stagione successiva; in più, chi non è del tutto sicuro di proseguire la propria carriera con la nostra maglia ha tutto l’interesse a mettersi in mostra per guadagnare più estimatori. Particolare la situazione di Mattia Destro: una clausola stabilita al momento del suo ingaggio, prevede il pagamento di cinque milioni in più nel caso raggiungesse un certo numero di gol segnati. A questo punto gliene mancano cinque. Facile la deduzione: vista la mala parata, conviene tenerlo fermo e mandarlo via a fine stagione. Però c’è un però: non giocando il giovanotto, la sua quotazione di mercato scende. Un dilemma non da poco. A scanso di equivoci, va precisato che domani l’attaccante marchigiano non sarà nemmeno in panchina per infortunio. Vabbè, affrontiamo questo viaggio in Calabria, sperando di trarre maggior vantaggio dalle prodezze di Verdi, a differenza di quanto successo nella gara di andata.

Paolo Milito


sabato 31 marzo 2018

Bologna e Roma in parità! Un bel punto rossoblu

In campo:
Bologna (4-3-3): Santurro; Torosidis, De Maio, Helander, Masina; Poli, Pulgar, Donsah; Verdi, Palacio, Di Francesco

Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Schick, Perotti

La Roma parte forte, Santurro, però, risponde alla grande su De Rossi.
Il Bologna reagisce e trova il gol su tiro di Poli per Pulgar!
La Roma reagisce, ma il Bologna resiste!
In questo primo tempo, ho visto una bella squadra: mai arrendevole, combattiva e propositiva!
Anche il secondo tempo è equilibrato... tanto equilibrato... troppo equilibrato: pareggio della Roma...
Portiamo comunque a casa un buon punto!
Il Bologna in campo oggi ha dimostrato, comunque, di esserci, a dispetto delle precedenti partite! Pulgar sta diventando un punto di riferimento per la squadra. Verdi e Palacio, al solito, intoccabili! Santurro, al suo esordio, ha fatto tre o quattro parate fondamentali! Ha forse sbagliato qualche uscita, ma pensando al calcio che ha giocato fino a ieri, e a quello che ha fatto oggi, chapeau!
Pulgar ha trovato il gol in tre delle ultime cinque partite di Serie A giocate al Dall'Ara: in precedenza non aveva mai segnato nello stadio casalingo (30 presenze).
Per fermare Verdi, che va a prendersi il pallone e si prepara il tiro sia col destro che col sinistro, l'unica maniera è... atterrarlo!!!

Una buona prestazione per i rossoblu, che portano a casa un bel punto. Squadra che vince (o pareggia 😊), non si cambia: avanti così!
Sempre e comunque, Forza Bologna!!!
Alessandra Sportelli Negrini

Buona Pasqua a tutti i cuori rossoblu❤💙❤💙








venerdì 30 marzo 2018

MEZZOGIORNO DA LUPI.


Il grande Fabrizio Frizzi, mancato nei giorni scorsi, nato giallorosso e diventato Rossoblù seguendo la tradizione di famiglia, tutte le volte che si avvicinava la partita con la Roma esprimeva la speranza che a vincere fosse la squadra delle due peggio messa in quel momento. Stando così le cose, domani un pareggio sarebbe il risultato perfetto. Ma andiamo per gradi. Innanzi tutto l’immancabile ringraziamento a SKY per aver escogitato la partita di mezzogiorno, già scocciante in se’ e per se’, ma che al sabato diventa una vera e propria iattura per chi in quel momento deve assolvere ai propri doveri lavorativi. Partita di grandissima tradizione: si contano ben 72 precedenti, distribuiti fra Serie A e Coppa Italia, con 31 vittorie Rossoblù, 20 della Roma e 21 pareggi. La nostra vittoria più sonante è il 5-2 ottenuto il 29 giugno 1930: tripletta di Maini, gol di Busini III e autogol di Degni per il Bologna, a cui risposero Volk e il nostro futuro allenatore Fulvio Bernardini. Il 23 novembre 2003, invece, i giallorossi ci bastonarono a domicilio con un inequivocabile 4-0, opera di Totti, Montella, Panucci e Cassano. Per ben due volte il risultato finale è stato 3-3: il 9 novembre 1930 per noi segnarono Maini ( doppietta ) e Reguzzoni, per loro Chini, Lombardo e Volk; il 27 gennaio 2013, invece, ai gol dei nostri Gilardino, Gabbiadini e Pasquato risposero quelli di Osvaldo, Florenzi e Tachsidis. Nel corso degli anni molti percorsi si sono incrociati fra le due squadre; in particolare si sono distinti Fulvio Bernardini, Carlo Mazzone, Eraldo Monzeglio, Massimo Marazzina, Pablo Daniel Osvaldo, Giovanni Piacentini, Francesco Antonioli, Amedeo Mangone, Marco De Marchi, Sinisa Mihajlovic, fino ad arrivare ai giorni nostri con gli allucinanti numeri del portiere Curci e le attuali vicissitudini di Mattia Destro, per tacere delle figure dirigenziali come Joe Tacopina e Claudio Fenucci. Tornando alle partite, poi, ce ne sono molte rimaste nella storia e nella memoria a prescindere dal risultato, come il 4-0 del 19 gennaio 1964, tripletta di Nielsen e gol di Perani, che diede ai nostri giocatori la certezza di poter competere per la vittoria di quello Scudetto; il drammatico pomeriggio del 30 dicembre 1989, ricordato più per l’infarto che pose fine alla carriera di Lionello Manfredonia che per l’1-1 finale; la scellerata scelta della Lega Calcio dell’11 febbraio 2001, quando fummo obbligati a giocare all’indomani dell’incidente costato la vita a Niccolò Galli, con tutte le relative conseguenze negative; la pirotecnica notte del 25 settembre 2004, con le squadre ridotte ai minimi termini da espulsioni e infortuni e la nostra vittoria per 3-1, che provocò le dimissioni del tecnico giallorosso Rudi Voeller; fino ad arrivare alla pallanuoto del 21 novembre 2015, ricordata soprattutto per l’esultanza dell’ex romanista Mattia Destro, rimasto per circa un quarto d’ora a torso nudo sotto il diluvio dopo aver messo a segno il rigore del definitivo 2-2. E domani? Per non farci mancare nulla, dovremmo assistere al debutto del portiere Santurro, in quanto Da Costa non è ancora del tutto ristabilito dall’infortunio; qualcuno ha già cominciato a tremare, ricordando l’infausto precedente del debutto di Stojanovic, capace di incassare sei pere dalla Lazio, ma a me risulta che questo ragazzo, rispetto al macedone austriaco, ha alle spalle una discreta gavetta nelle serie inferiori, ragion per cui non dovrebbe cedere alle pressioni psicologiche. Personalmente, confido in una grande prestazione di Verdi in reazione al mezzo boicottaggio subìto in azzurro, nella voglia di Di Francesco di far bella figura di fronte al padre e nella ritrovata condizione di Dzemaili, protagonista assoluto nelle due partite della nazionale elvetica. Insomma, con un po’ di attenzione e di concentrazione si può aspirare a portare a termine il sabato di Pasqua ottenendo un bel risultato e onorando degnamente la memoria di Fabrizio Frizzi. Staremo a vedere. 


Paolo Milito