Prima di cominciare, vorrei rivolgere un pensiero a
quei poveri sventurati della band di Zara & C., che trascorreranno una
triste Pasqua, addolorati e affranti dal verdetto emesso dal CONI a proposito
del recupero di Bologna-Inter … Per carità, torniamo seri e pensiamo, piuttosto,
ad affrontare come si deve la Juve, anziché dare spazio alle cazzate sparate da
certi soggetti, incuranti del fatto di avere a che fare con gente del calibro
di Mattia Grassani, ovvero il massimo esperto di diritto sportivo esistente al
mondo !!! Scusate la franchezza, ma è semplicemente immondo aver dovuto
sopportare, per un’intera settimana, la grancassa fornita all’Inter da certi
buontemponi, tramite Gazzarosa, allo scopo di avvelenare il clima sul
modello del caso Doping 1964. Hanno creato un’aspettativa basata sul nulla,
essendo fin troppo evidente che, di fronte al divieto imposto dalle autorità
sanitarie, il Bologna non avrebbe potuto fare altro che astenersi dal
presentarsi in campo, a prescindere dai colori e dai sapori delle varie
formalità burocratiche. Ma, come ben si sa, non si può avere tutto dalla vita,
ragion per cui dobbiamo esser contenti di avere in panchina un tecnico duro da
rodere, sorvolando sul fatto di dover fare i conti con certi scribacchini duri
di comprendonio. E veniamo al calcio giocato. L’anticipo pasquale di domani
pomeriggio ci impone, come già accennato, di far visita a Madama Juve. Al netto
di sviste arbitrali a senso unico, accomodamenti vari e altre amenità del
genere, il confronto vanta, a Torino, qualcosa come 91 precedenti, suddivisi
fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia. 52 le vittorie
bianconere, 6 quelle Rossoblù, 33 i pareggi. La vittoria più robusta della Juve
è il 5-1 ottenuto il 4 giugno 1955: gol di Colombo, Mannucci, doppietta di
Bronèe e autogol del nostro Dino Ballacci a cui replicammo col punto della
bandiera di Gino Cappello. Le nostre poche vittorie, invece, sono tutte di
misura, tanto è vero che si ricordano l’1-0 ottenuto il 5 ottobre 1980
trasformando un rigore che costò la carriera all’arbitro Mattei per aver osato
assegnarlo, e il 2-0 del 25 febbraio 2011, ovvero una favolosa vendetta dell’ex
Marco Di Vaio, autore di entrambi i gol. Si ricorda altrettanto bene il caotico
finale del 24 aprile 1949, quando la concessione alla Juve di un rigore
inesistente scatenò una furibonda rissa dovuta all’ira dei nostri giocatori, in
quel momento in vantaggio 2-1, e che si concluse con la vittoria a tavolino dei
bianconeri. Infine, fra i pareggi, spicca il 7-7 del 15 ottobre 1958: era la
finale per il terzo posto di Coppa Italia, e siccome a quel tempo non esisteva
la lotteria dei rigori alla fine si passò al sorteggio che ci vide, una volta
tanto, vincitori. Se guardiamo solo ai precedenti, domani dovremmo aspettarci l’ennesimo
risultato negativo, ma lo spirito di rivalsa messo in campo dai nostri ragazzi
dopo il nuovo ricovero di Sinisa Mihajlovic, e soprattutto la scintillante
prestazione offerta contro la Sampdoria, contro la quale abbiamo vinto “ solo “
2-0 dopo aver arricchito la già poco invidiabile collezione di
pali&traverse ci autorizzano quanto meno ad un pronostico triplo. Lo stesso
tecnico juventino Allegri sa benissimo che Sinisa non è un tipo arrendevole, e
non dà affatto per scontato il risultato di domani, a differenza, tanto per
citarne uno, di Antonio Conte, che nel periodo in cui ha allenato la Juve si è
distinto per la sufficienza e la spocchia con cui si approcciava di volta in
volta ad affrontarci. Insomma, non partiamo battuti a prescindere, anzi, ci
sono le condizioni per poter trascorrere una discreta Pasqua. Staremo a vedere.

Paolo Milito