Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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sabato 18 aprile 2026

CAMBIARE MENTALITA'.

Ne abbiamo avuto una dimostrazione netta e inequivocabile: se vuole tornare DAVVERO a far tremare il mondo, il Bologna deve cambiare mentalità. E, stando ai rumors, e al linguaggio utilizzato in certi frangenti da Vincenzo Italiano ( gradirei che il giudizio sui miei due anni a Bologna non si limitasse alla disastrosa partita di Birmingham ), potrebbe anche cambiare la guida tecnica. In ogni caso, chiunque sarà l’allenatore Rossoblù nella prossima stagione, dovrà lavorare di brutto nei cervelli, per mettersi al riparo da sgradite sorprese. In parole povere: non esiste che, per una settimana, ci siamo ammazzati di seghe mentali sull’impiego di Ravaglia contro l’Aston Villa e poi, quando quello para clamorosamente un rigore, un compagnetto coglione si affretta a emulare l’assente Lucumì spianando la strada al gol degli inglesi che ha definitivamente affossato le speranze di ribaltare il disastro messo a segno all’andata. Purtroppo non si è trattato di un episodio sfortunato, ma di una costante. Chi viene a giocare nel Bologna deve mettersi in testa di indossare una maglia dal passato glorioso, e comportarsi di conseguenza, senza lasciare nulla al caso, senza pensare di essere lì solo perché al momento non gli arrivano offerte più succulente. All’inizio di dicembre, per una notte ci siamo ritrovati da soli in testa alla classifica. Da quel momento è stato un susseguirsi di comportamenti idioti che ci hanno fatto perdere colpi, punti e competizioni, fino ad arrivare alla pena attuale: sperare che si verifichino una valanga di situazioni favorevoli per far sì che un eventuale settimo posto, oltre a consentirci di entrare in Coppa Italia sotto Natale ci permetta di disputare la prossima Conference League … Lasciamo perdere. Salvare l’ottavo posto, o salire al settimo, non sarà una passeggiata. E per cominciare, siamo chiamati a far visita alla Banda Culastrisce, attualmente guidata da Luciano Spalletti. A Torino il match conta la bellezza di 95 precedenti, suddivisi fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia; 53 le vittorie juventine, 6 quelle Rossoblù, 36 i pareggi. La vittoria bianconera più robusta è il 5-1 del 4 giugno 1955: a segno per loro Colombo, Ballacci ( autogol ) Bronèe ( doppietta ) e Mannucci, per noi solo Gino Cappello. Per contro, le poche volte che abbiamo vinto noi è stato sempre di misura, quindi più che i punteggi si ricordano le situazioni: il 5 ottobre 1980, per esempio, vincemmo 1-0 su rigore, trasformato da Adelmo Paris, e quel rigore costò la carriera all’arbitro Mattei che aveva osato concederlo; il 25 febbraio 2011, invece, vincemmo 2-0 con una doppietta di Marco Di Vaio, ex dal dente avvelenato. Fra i pareggi, spicca il 7-7 del 15 ottobre 1958: essendo la finale per il terzo posto di Coppa Italia, una volta scaduto il tempo di gioco l’arbitro, da regolamento dell’epoca, dovette procedere al sorteggio, che fu favorevole al Bologna. Inutile ricordare, poi, la valanga di incazzature con cui abbiamo dovuto fare i conti ogni qualvolta ci siamo imbattuti nelle zebre torinesi; l’episodio più clamoroso avvenne il 27 aprile 1949 quando, a pochi minuti dalla fine, l’arbitro si inventò letteralmente un rigore che consentì alla Juve di portarsi sul 2-2, scatenando una rissa furibonda che portò alla vittoria a tavolino dei Culastrisce Bianconeri. Domani sera, se vorremo ottenere qualcosa, dovremo vedere in campo la stessa squadra dei primi 44 minuti contro l’Aston Villa al Dall’Ara, oppure quella che ha avuto facilmente ragione della Cremonese e del Lecce: chiaramente, un’uscita di Ravaglia alla CAZZO-DI-CANE o una … lucumata messa a segno dall’originale o da un suo emulo potrebbero avere conseguenze tragicamente devastanti. Staremo a vedere. E buona partita a tutti.


Paolo Milito


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