Prima di parlare dell’attualità, devo togliermi un macigno dalle scarpe. Dunque: giovedì sera si sono giocate due partite nelle Coppe Europee, con due squadre impegnate, Bologna in Euro e Fiorentina in Conference. Si giocava in un clima insolito: di norma, gli spettatori italiani dovrebbero fare il tifo per le squadre italiane ma, come ben sappiamo, non di rado si verifica la situazione opposta. Stavolta, però, c’era una spiegazione molto semplice: nel disgraziato caso in cui entrambe le squadre dovessero vincere le rispettive competizioni, nella prossima stagione potremmo schierare otto squadre nelle Coppe Europee, di cui cinque in Champions, Bologna compreso. Sorvolando sul 3-0 incassato dalla Fiorentina col Crystal Palace, per 44 minuti abbiamo potuto sognare tutti ad occhi aperti: il Bologna ha messo letteralmente sotto il più quotato e rinomato Aston Villa del celebratissimo Emery, andando pure in vantaggio con un favoloso gol di Santi Castro annullato dal VAR per un fuorigioco millimetrico e prendendo pure un palo e una traversa, finchè … Ecco, vorrei capire cosa cazzo è successo nella testa di Federico Ravaglia: 1) Ha mandato in campo il suo gemello, fisicamente la sua fotocopia ma tecnicamente giocatore di movimento in una squadra militante in Eccellenza ??? 2) Non è soddisfatto dell’ingaggio percepito ??? 3) Per caso Jago Culastrisce gli aveva promesso di portarselo dietro in quel di Torino ??? L’unica certezza è che ha vanificato lo splendido primo tempo messo a segno dal resto della squadra con una scriteriata uscita a caccia di farfalle ( o di pipistrelli ??? ) che nemmeno Curci&Agliardi messi insieme … Inutile precisare che da quel momento in avanti, per tutto il resto della partita e per l’intero dopopartita i simpatici buontemponi di SKY hanno riproposto la supercappella in tutte le salse, da tutte le angolazioni, avendo, bontà loro, l’accortezza di minimizzare sulle cazzate successive, ovvero il persistere delle nefandezze di Ravaglia e la compartecipazione, seppur in forma meno clamorosa, di altri soggetti, che ci ha portato a beccare un secondo gol in apertura di ripresa e soprattutto a vanificare nel giro di pochi secondi il capolavoro compiuto da Rowe, che ci avrebbe permesso, restando in quel modo le cose, di poter comunque tentare una clamorosa impresa nel match di ritorno. Certo: dal Presidente all’ultimo dei giocatori, tutti, in fase di commento, hanno detto che ancora niente è perduto, e che al ritorno ce la possiamo giocare. Vero, ma ad una condizione: che fra i pali venga schierato uno a scelta fra Pessina ( che contro il Napoli in campionato ha chiuso imbattuto ), Skorupski ( improbabile: la lesione muscolare è veramente molto brutta, forse il polacco finirà per accettare le proposte del Qatar, dove l’inverno è più caldo di quello bolognese e ci sono meno rischi di ricadute ) o uno svincolato di lusso ingaggiato part-time come ha fatto il Parma quando, durante l’inverno, si è trovato di colpo con cinque portieri fuori uso. In questo campionato Ravaglia ha subìto una pericolosa involuzione, facendoci perdere parecchi colpi, e distruggendo in malo modo l’immagine positiva che si era creato nelle stagioni precedenti. Se continua a giocare in maniera così scellerata, non solo saluteremo per un bel pezzo le Coppe Europee, ma rischiamo anche di compromettere quell’ottavo posto che fino a giovedì sembrava facilmente raggiungibile. E veniamo alla partita di domani. Bologna-Lecce conta 24 precedenti, suddivisi fra Serie A e Serie B, con 14 vittorie Rossoblù, 3 dei giallorossi e 7 pareggi. La nostra vittoria più robusta è il 4-0 ottenuto l’11 febbraio 2024, grazie a un gol di Beukema, una doppietta di Orsolini e il tocco finale di Odgaard al suo debutto con la nostra maglia. Il 6 giugno 1993, purtroppo, fu il Lecce ad imporsi per 3-2, con i gol di Orlandini, Scarchilli e Morello che resero inutile la doppietta di Incocciati. Fra i pareggi, spicca il 2-2 del 10 giugno 2001, contrassegnato da DUE RIGORI a nostro favore, entrambi trasformati da Julio Cruz, a cui i pugliesi replicarono con Vugrinec ( rigore ) e Viali. Per domani la situazione non si presenta affatto tranquilla: da una parte noi abbiamo necessità di mantenere l’ottava posizione che ci garantirebbe l’ingresso in Coppa Italia a stagione inoltrata, dall’altra i salentini sono a caccia di punti per lasciare ad un’altra avversaria a scelta tra Fiorentina e Cremonese l’ultima piazza disponibile per la retrocessione in Serie B. La cosiddetta differenza tecnica non deve trarre in inganno: all’andata, con il Lecce già in coda alla classifica, fummo capaci di farci raggiungere sul 2-2 nei minuti di recupero. A questo punto non oso fare previsioni: se devo vedere la mia squadra uscire sconfitta grazie alle puttanate di qualche difensore, o portiere, in stato di ebbrezza dopo aver dominato giocando l’intera partita a una porta sola, mi vien voglia di impiegare diversamente il mio tempo libero. Vabbè, ancora qualcosa di buono si può ottenere, però le prospettive non sono del tutto incoraggianti. Staremo a vedere.
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