Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

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venerdì 22 maggio 2026

PASSERELLA FINALE.

Conclusi tutti i discorsi rimasti in sospeso, nel tardo pomeriggio di domani riceveremo la visita a domicilio dei nostri eterni rivali nerazzurri, già da qualche giorno Campioni d’Italia, per dar vita ad una passerella finale priva di pressioni, e perciò aperta a qualsiasi risultato finale. Questa classicissima del calcio italiano vanta la bellezza di 98 precedenti, suddivisi fra Prima Divisione, Serie A, Coppa Italia, Supercoppa e due spareggi, uno per lo Scudetto e uno per i piazzamenti di Coppa Italia in cui eravamo il primo nome in locandina. 42 le vittorie Rossoblù, 39 quelle dei milanesi, 17 i pareggi. La nostra vittoria più sonora è il 5-0 ottenuto il 30 marzo 1941: doppiette di Biavati e Reguzzoni accompagnate da un gol di Puricelli. La sconfitta più pesante, invece, risale al 21 maggio 1989, quando l’Inter dei Record di Trapattoni ci travolse con un brutto 6-0, dovuto alle doppiette di Serena e Diaz ed ai gol di Matthaus e Matteoli. Per quel che riguarda i pareggi, per cinque volte è uscito il 2-2 finale. Domani, dunque, si giocherà solo per il prestigio e per abbellire la bacheca, in attesa di un’estate che, a sentire la cosiddetta stampa specializzata, si preannuncia rovente ma che in realtà potrebbe rivelarsi una semplice tappa di transizione. Mi spiego: forte del fatto di aver intercettato il famoso accordo sottobanco fra Jago Culastrisce e Giuntoli sotto le feste di Natale 2023, Furio Zara da allora prova a sparare bombe di mercato che si rivelano petardi a retrocarica, tipo quando se ne uscì dicendo che Sartori e Italiano erano destinati a passare al Milan, il quale faceva leva sui trascorsi rossoneri da giocatore del nostro Direttore Tecnico. In quel clima, quindi, un anno fa a quest’ora sembrava che la squadra fresca di Coppa Italia fosse destinata ad essere smantellata a beneficio dei cosiddetti grandi club. Alla fine sono andati via solo Beukema e ‘Ndoye, e se è vero che è arrivato un inqualificabile lavativo chiamato Ciro Immobile, finito poi in Francia a fare la parodia di se’ stesso, è altrettanto vero che abbiamo allungato la serie dei rilanci clamorosi aggiungendo alla collana il nome di Bernardeschi. Un anno dopo, la storia si ripete: c’è chi giura e spergiura che Vincenzo Italiano avrebbe voglia di cimentarsi con palcoscenici più altolocati, però poi, come possibili destinazioni, cita … Atalanta e Lazio !!! ( ma vaff… ). Siamo seri: Italiano andrà via solo se lo cercherà una vera big, tipo Milan, Napoli, Juve, o una squadra straniera di un certo livello, ma in ogni caso si tratterà di operazioni di mercato molto costose che costringeranno chi le metterà in atto a non far incazzare i tecnici messi da parte ( stiamo ragionando di Conte, Spalletti, Allegri, non so se mi spiego ). Quanto ai giocatori, sicuri partenti dovrebbero essere Lucumì e Freuler, ricordando il rigido limite di due partenze eccellenti imposto da Joey Saputo. In entrambi i casi, si tratta di soggetti che presentano grossi pregi, ma anche qualche difetto, quindi non è detto che nel cambio non ci si possa guadagnare. Inoltre, certi signori ben informati fanno finta di non sapere che Davide Calabria non è rimasto molto soddisfatto dell’avventura turca e ha dato mandato al suo procuratore di gestire un sempre fattibile ritorno sotto le Due Torri. Ci sarebbe poi la questione di Holm, che si intreccia con quella di Joao Mario, ma si tratta di un incrocio di prestiti che i rispettivi procuratori puntano a rinnovare, in quanto lo svedese tornerebbe a Bologna controvoglia ma il cartellino del portoghese ha un costo che eccede dai limiti perseguiti da Claudio Fenucci in tutti questi anni. Chi vivrà vedrà. Nel frattempo, buona partita a tutti.


Paolo Milito


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