Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!

Siamo noi... I tifosi del Bologna siamo noi!
Il Bologna è la squadra del mio cuor...

sabato 11 gennaio 2025

LA SFIDA A SIR CLAUDIO.

Negli ultimi tempi ci siamo trovati ad affrontare la Roma, sia in casa che in trasferta, guidata di volta in volta da Mourinho, Daniele De Rossi e Juric, e sempre con lo stesso felicissimo esito: abbiamo stravinto. Domani pomeriggio, però, ci sarà una importantissima novità: su quella panchina si siederà Sir Claudio Ranieri, tornato recentemente alla guida dei giallorossi. Questo ovviamente non vuol dire che partiamo già battuti al confronto, ne’ tantomeno che Vincenzo Italiano si senta in soggezione; sarà il caso, però, che i nostri giocatori mantengano un po’ più a lungo la concentrazione, lasciando stare certe cappellate che contro il Verona abbiamo pagato a carissimo prezzo. I numeri raccontano che Bologna-Roma conta qualcosa come 80 precedenti, suddivisi fra Prima Divisione, Serie A e Coppa Italia. 35 le vittorie Rossoblù, 22 quelle della Roma, 23 i pareggi. La nostra vittoria più larga risale al 29 giugno 1930: finì 5-2, con un autogol del romanista Degni, una tripletta di Maini ed un gol di Busini III a cui replicarono Bernardini ( sì, proprio lui ) e Volk. La vittoria più pesante dei giallorossi, invece, è il 5-1 ottenuto il 13 dicembre 2020, con un autogol del nostro Andrea Poli e i gol di Dzeko, Pellegrini, Veretout e Mkhitaryan a cui opponemmo solo un autogol di Cristante. Quanto ai pareggi, per ben due volte è finita 3-3: il 9 novembre 1930, gol di Reguzzoni e doppietta di Maini a cui risposero Chini, Lombardo e Volk, e il 27 gennaio 2013, a segno per noi Gilardino, Gabbiadini e Pasquato, per loro Florenzi, Osvaldo e Tachtsidis. Domani pomeriggio riceveremo la visita a domicilio di una squadra che precediamo in classifica di tre posizioni, avendo cinque punti in più. In teoria, non dovrebbero esserci problemi a concludere positivamente la serata; lo scivolone contro il Verona, però, ci insegna che la prudenza non è mai troppa, e che non bisogna mollare la concentrazione fino al termine della partita. In più, stavolta c’è Sir Claudio, con l'ausilio di una nostra vecchia conoscenza, Alexis Saelemaekers. Dunque, pronostico triplo e buona partita a tutti.


Paolo Milito


lunedì 6 gennaio 2025

LA PARABOLA DI JAGO.

Mi è stato fatto notare che, ultimamente, sono stato un po’ troppo sferzante nelle mie esternazioni riguardanti Buondì Jago Culastrisce, o, se preferite, Thiago Motta. Ma la colpa è sua, non mia. Mi spiego: sarebbe stato fisiologico rassegnarsi a perdere a fine stagione, a beneficio di una cosiddetta “grande“, il tecnico che dopo sessant’anni ci ha riportato nell’Europa che conta; quello che non è piaciuto, a me come alla stragrande maggioranza del Popolo Rossoblù, è stato il modo: circa un anno fa cominciarono a girare rumors sempre più consistenti che volevano l’italo-brasiliano prossimo allenatore della Juve, a dispetto dell’anno residuo di contratto vantato da Max Allegri. Non solo, il Milan dava per certo l’impiego di Zirkzee nella seconda metà del campionato, ed altre “grandi” a loro volta facevano lo stesso con altri giocatori, tanto è vero che ad un certo punto Claudio Fenucci, in sala stampa, chiese bruscamente agli astanti di smetterla con la creazione di figurine-fotomontaggio. Dopodichè, quando il Presidente Saputo cominciò a muoversi per rinnovargli il contratto in scadenza, Jago rispose che a fine stagione si sarebbe seduto di buon grado a un tavolo per discuterne civilmente, e questa risposta L’HA RIBADITA FINO A GIUGNO, nonostante in tutti i programmi tv, sulla stampa e nei siti specializzati tutti dessero per scontato il suo passaggio alla Juve. Come sia andata a finire lo sapete: si è scoperto che Jago, poco dopo Natale 2023, aveva preso un impegno privato con Giuntoli, DG della Juve, impegno di cui i vari Furio Zara & C., chissà perché, erano perfettamente a conoscenza. E da giugno in avanti, per Jago, la strada è stata sempre in salita: prima i calci in culo di Allegri a Giuntoli durante la premiazione di Coppa Italia, poi la ferrea resistenza di Joey Saputo nel negare alla Juve i giocatori che il fedifrago si era prefigurato di portarsi dietro, fino a giungere alle inevitabili difficoltà che noi tutti, ammaestrati da precedenti esperienze, avevamo messo in preventivo: a differenza di Bologna, la sponda bianconera di Torino è un ambiente rigidissimo, i cui protagonisti sono obbligati a vincere, e talvolta neanche questo basta. Ne sanno qualcosa Luis Carniglia e Gigi Maifredi, certo, ma a sedersi su quella panchina si sono scottati le chiappe anche fior di tecnici altrove trionfanti, come Carlo Ancelotti, o comunque vincenti, come Sarri, Ranieri, Del Neri, sorvolando sul fatto che una sera anche Marcello Lippi andò via sbattendo la porta. Adesso, dopo il flop della Supercoppa d’Arabia, Jago sogna di rilanciarsi offrendo una scialuppa a Joshua Zirkzee, già arrivato ai titoli di coda col Manchester United. Però ci sono alcuni però. Innanzi tutto Jago è talmente indigesto alla curva bianconera che non mi stupirei se venisse messo alla porta in tempi brevi. In più il Manchester ha sborsato una cifra astronomica per assicurarsi l’olandese, e dopo soli sei mesi non è certo disposto a deprezzarlo, soprattutto a beneficio di una squadra come la Juve. La lezione della Storia ci racconta che:1) In generale, la Juve, resasi conto di alcune difficoltà oggettive, una volta rispedì in prestito a Cagliari il giovanissimo Virdis, che aveva pagato a peso d’oro, e ce lo lasciò per un paio d’anni; 2) In particolare, come ho già avuto modo di ricordare, Kenneth Andersson, sbarcato alla Lazio per essere l’uomo-scudetto, si trovò talmente male che a gennaio fece il diavolo a sedici per tornare in Rossoblù. Ragion per cui non mi sorprenderebbe, al netto di una possibile spesa folle da parte della Juve, un ritorno di Zirkzee in prestito secco sotto le Due Torri. Ben sapendo che anche un certo Marko Arnautovic è pronto a cospargersi la capoccia di cenere per farsi riaccogliere nelle nostre file ( ma questa è un’altra storia … ). Staremo a vedere. Per intanto, teniamoci stretto il tecnico nato in Germania ma Italiano a tutti gli effetti. Buon Anno a tutti voi.


Paolo Milito



lunedì 30 dicembre 2024

La tegola di fine anno...

 Partita rocambolesca non rende l'idea di questo primo tempo al Dall'Ara...

35 minuti di "only" Bologna, dove la squadra di Italiano colpisce un palo e passa in vantaggio con il gol di Dominguez, ben servito dentro l'area dal solito, insostituibile Castro.
Si sveglia il Verona, che pareggia con Sarr grazie all'amnesia difensiva di Lucumì (perchè se non fa una Lucumata non sta bene, cazzarola!!) e proprio all'ultima azione del primo tempo ribalta il punteggio con il tiro di Tengstedt che converte in gol la spizzata di Serdar sul lancio di Bradaric...
In area c'erano 23 rossoblu e 2 del Verona e... Han segnato loro... Altra dormitona su palla lunga innocua...............
E in un secondo tempo adrenalitico, assistiamo alla conclusione di una partita clamorosa al Dall'Ara!
Succede di tutto: Pobega si fa espellere per un fallo di reazione (ma magari guardare il fallo che ha subito, no?), i rossoblu tuttavia acquisiscono ancora più determinazione e pareggiano ancora con Dominguez, che ribatte in rete la punizione respinta dal palo di Odgaard. La squadra di Italiano continua a spingere... Incassa la beffa proprio nel finale, con lo sfortunato autogol di Castro che regala tre punti fondamentali ai gialloblu.
Un altra Lucumata e una Mirandata...
Fino al rimpallo sfortunato su Castro (monumentale, fondamentale e insostituibile, assieme a Dominguez!), il Bologna ha dominato anche in inferiorità numerica..
Odgaard fermato da solo contro il portiere (e il vantaggio?)..
Quando non gira, non gira..
Ayroldi peggiore in campo!
Fino alla fine dei nostri giorni ❤️ 💙
Alessandra Sportelli Negrini 









domenica 29 dicembre 2024

IL GRAN FINALE.

Dopo aver trascorso un felicissimo Natale, il Bologna, nel posticipo di domani sera, ha la ghiotta occasione di concludere in maniera trionfale un grandissimo anno solare, ospitando il Verona quartultimo in classifica e giunto ai titoli di coda per quel che riguarda la presidenza del nostro ex vicepresidente Maurizio Setti. Ho sempre definito questa come la partita dei vasi comunicanti, in quanto, in passato, abbiamo visto sotto entrambe le bandiere giocatori, tecnici e dirigenti: da Sergio Clerici a Maurizio Setti, passando per Klaus Bachlechner, il Presidente Pino Brizzi, Tazio Roversi, Giancarlo Cadè, Bruno Pace, Vangelis Moras, Franco Zuculini, Martin Adailton e tantissimi altri ancora, ai quali va ad aggiungersi Vincenzo Italiano, che a Verona vanta un ottimo passato da giocatore. I numeri raccontano di 43 precedenti, ripartiti fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia; 25 le vittorie Rossoblù, 6 quelle dei veneti, 12 i pareggi. Prendendo con beneficio di inventario il 10-1 ottenuto il 27 novembre 1927 in Prima Divisione, ovvero un pianeta calcistico ancora in fase di assestamento, la vittoria più ridondante del Bologna risale al 2 febbraio 1997: un favoloso 6-1, dovuto alla doppietta di Scapolo ed ai gol di Paramatti, Marocchi, Andersson e Shalimov, ai quali rispose il solo Zanini. La nostra sconfitta più grave, invece, porta la data del 6 ottobre 2013, quando perdemmo 4-1 ad opera di Luca Toni, Cacciatore, Iturbe e Jorginho a cui replicammo con un rigore di Alino Diamanti. Quanto ai pareggi, il 3 gennaio 1971 finì 2-2, coi gialloblù in vantaggio grazie a Bergamaschi e Clerici e poi raggiunti da Beppe Savoldi e Giacomino Bulgarelli. Domani sera, dunque, sarebbe una di quelle partite da uno fisso. Siamo ancora sotto le Feste Natalizie, è vero, quindi dovremmo essere tutti più buoni, ma la pretesa di vincere obbligatoriamente non mi pare poi così assurda. Del resto il Bologna di Vincenzo Italiano non ha nulla da invidiare a quello di Jago Culastrisce, anzi, di questo passo rischia seriamente di arrivare, a fine campionato, a prescindere dal piazzamento e dai titoli di merito, con almeno un punto in più nel carniere rispetto alla Banda Ladroni. Vabbè, diamo tempo al tempo e saliamo uno scalino alla volta. Buona partita, buona fine d’anno e miglior principio di quello nuovo a tutti.


Paolo Milito


sabato 21 dicembre 2024

Vinciamo noi!! ✌️❤️💙

 Si va a Torino...

Dopo un ampio recupero, si chiude la prima frazione di gioco all'Olimpico con parziale fisso sullo 0-0...
Nei primi 45', la gara si mostra equilibrata, con diversi capovolgimenti di fronte e duri contrasti di gioco.
L'occasione migliore e più lampante arriva all'8', momento in cui viene fornita al Bologna l'occasione dal dischetto... Batte Castro che viene però neutralizzato dai guantoni di Milinković-Savić... 🥺😳😭💔💙Prosegue la gara con buoni ritmi, ma non giunge l'occasione per sbloccare il risultato. Il primo tempo finisce al 50'...
Nella ripresa è totale dominio rossoblu! I felsinei si portano in vantaggio al minuto 71' con il gol del neo entrato Dallinga, che compie un tap-in da distanza ravvicinata, trasformando l'assist di Miranda. Il match procede a ritmo incalzante.. All'80', dopo una serie di rimpalli, Pobega interviene con decisione e calcia in porta trovando la rete! La posizione di Dallinga viene, inizialmente, giudicata irregolare... Segue un lungo check da parte del VAR che stabilisce la validità del gol di Pobega e il settore ospiti può esplodere in festeggiamenti! La partita finisce dopo diversi minuti di extra-time... Sorride il Bologna... Eccome se sorride!
Cala il sipario allo Stadio Olimpico di Torino! Piccinini manda i titoli di coda di un match appassionante, conclusosi con una netta vittoria a favore del Bologna.
Soćmel, ac Bulagna!
Fino alla fine dei nostri giorni ❤️💙
Alessandra Sportelli Negrini







 

venerdì 20 dicembre 2024

UNA SOTTILE DIFFERENZA.

A volte non si può proprio restare impassibili di fronte a delle rotture di scatole deliberate e gratuite. Ecco perché ieri noi di Futuro Rossoblù, d’intesa con le altre associazioni di Tifosi Rossoblù, abbiamo emesso un comunicato congiunto per far notare al DS fiorentino Daniele Pradè quanto sia stata fuori luogo la polemica sollevata al termine del derby vinto con pieno merito dai nostri ragazzi grazie alle giocate dei due argentini e al gran gol di Odgaard. Soprattutto gli si è ricordato, in tema di comportamenti sconvenienti, quel che avvenne nel febbraio 2001, quando, all’indomani della tragica scomparsa di Niccolò Galli, lui e gli altri dirigenti romanisti dell’epoca si attaccarono ai telefonini per scongiurare il rinvio di Bologna-Roma, poi disputata regolarmente e ovviamente persa dai nostri giocatori scossi e deconcentrati. Personalmente, ho notato che la settimana precedente, all’inizio della partita contro la Juve, Buondì Jago Culastrisce si era attardato solo un istante per una fugace stretta di mano e un sorriso a denti stretti con Vincenzo Italiano, ignorando totalmente il resto della Spedizione Rossoblù ( e facendosi poi sbattere fuori dall’arbitro per essersi messo ad abbaiare dopo una sacrosanta ammonizione di uno dei suoi che aveva appena stroncato un attacco di Ndoye in malo modo ), mentre sabato scorso il nostro allenatore, all’ingresso in campo, si era fermato a salutare uno ad uno tutti coloro che erano seduti in panchina, rivolgendo un saluto anche alla tifoseria, e correndo nel tunnel degli spogliatoi al fischio finale proprio per non infliggere una ulteriore umiliazione ai suoi vecchi tifosi, segno che Vincenzo, per fortuna, NON è Jago, e questa mi pare una sottile ( ma non troppo ) differenza. Vabbè, parliamo di calcio giocato e veniamo alla partita di domani, che conta la bellezza di 77 precedenti, ripartiti fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia, con 44 vittorie del Torino, 10 del Bologna e 23 pareggi. Il 4 luglio 1926 i granata ottennero la loro vittoria più sonante, rifilandoci un tremendo 6-2: 5 gol di Janni ed uno di Baloncieri, contro quelli dei nostri Tarabusi ed Urik. Per contro, il 19 dicembre 1965 vincemmo 4-2, segnando con Furlanis, Micelli, Nielsen ed Haller, mentre il Toro replicò solo con Orlando e Meroni. Fra i pareggi, spiccano due 3-3: il 7 marzo 1937 i granata andarono in gol con Buscaglia, Galli e un autogol del nostro Allasio, mentre per noi ci furono un gol di Maini, uno di Raffaele Sansone e un autogol di Gasperi; il 16 marzo 1975, invece, tripletta di Paolo Pulici per il Toro, a cui replicammo con una doppietta di Fausto Landini e un gol di Beppe Savoldi. Domani affronteremo, nell’anticipo delle 15.00, una squadra che non ha cominciato benissimo la stagione, alternando grandi prestazioni a figuracce epocali, tanto da scatenare le ire della tifoseria che a più riprese ha intimato al Presidente Urbano Cairo di vendere il club. Noi siamo al settimo posto, loro all’undicesimo. Ci sono tutte le premesse per allungare la serie positiva, proseguendo così nel cammino verso un nuovo sogno europeo; sarà bene però non prendere l’avversario sottogamba, e possibilmente evitare certe dormite collettive tipo quelle che ci sono costate le rimonte del Genoa e dei Culastrisce Bianconeri. Dovrebbe essere della partita anche Orsolini, il che fa ben sperare verso un risultato positivo. Staremo a vedere. Buona partita a tutti.


Paolo Milito


domenica 15 dicembre 2024

Fiorentina in graticola...

 Nelle ultime 7 giornate di campionato il Bologna ha raccolto 16 punti, meno solo dell’Atalanta (21). in questo periodo. Tra le squadre che devono ancora giocare in questa giornata, solo Lazio e Inter possono eguagliare o superare gli emiliani.

Dopo un primo tempo totalmente equilibrato, nella ripresa il Bologna sembra nettamente più convinto. La squadra di Italiano spinge costantemente, colpisce un palo con Castro e sfiora il gol a più riprese prima di segnare il gol del definitivo 1-0 con Odgaard, lesto a sfruttare una palla vagante in area. La Fiorentina, troppo timida in avanti, si deve arrendere ad un ottimo Bologna.
Vincenzo Italiano vince la sua sesta partita alla guida del Bologna, ma la più importante per lui, che batte la Fiorentina pazzo di gioia. L’impresa a cui teneva, quella per la quale ha lavorato per un’intera settimana risparmiando i titolari in Champions a Lisbona. Batte la banda che ha allenato per tre anni. E la Viola stavolta si arrende dopo otto successi consecutivi. Una Fiorentina abbattuta in mattinata dalla triste notizia che ha colpito il tecnico Raffaele Palladino, che ha perso la mamma Rosa a 70 anni. Il tecnico è corso a Napoli lasciando la guida tecnica al vice Stefano Citterio. La sua squadra ha tenuto bene nel primo tempo, ma ha ceduto nettamente nel secondo, trafitta dopo 14' dall’ottimo Odgaard al terzo gol in questo campionato, che riporta il Bologna in zona Europa al settimo posto con il Milan scavalcato. Avrebbe meritato il bis la squadra di Italiano, che ha fallito un paio di volte il raddoppio grazie anche alle super parate di David De Gea. 
Avanti tutta!
Fino alla fine dei nostri giorni ❤️ 💙
Alessandra Sportelli Negrini
Soccia.. che bel Bologna!