In queste ore si conclude la finestra invernale del calciomercato; se da una parte abbiamo visto arrivare sotto le Due Torri lo svizzero Sohm e il portoghese Joao Mario, dall’altra ci sono state alcune partenze eccellenti, come quella di Fabbian alla volta di Firenze, che hanno fatto emergere dei retroscena addirittura sgradevoli, per non dire peggio. Passi che Sulemana, arrivato da Bergamo convinto di avere la strada spianata, ha preferito tornare a Cagliari ritenendosi offeso dalle rotazioni di Vincenzo Italiano, non si può essere benevoli nei confronti di Ciro Immobile ed Emil Holm. Il bomberissimo napoletano, rientrato dall’estero con l’intenzione di rinverdire i fasti di Beppe Signori, si è rotto alla prima di campionato in casa della Roma, per poi piantare delle grane in sottotraccia per essere stato escluso dalla lista UEFA ( nella quale avrebbe potuto essere comunque inserito in qualsiasi momento ) e per lo scarso minutaggio concessogli dal nostro tecnico, il quale, giustamente, avendo visto l’infortunio occorso all’ex-laziale quando ancora l’Italia intera era stretta in una morsa di caldo torrido, non se l’è sentita di rischiarlo in un momento di grande difficoltà coinciso con un clima degno del circolo polare artico. Poco male: Ciro-Ciro se ne va, insalutato ospite, dopo appena sei mesi per giocare nella seconda squadra di Parigi, rimpolpando il conto in banca e assecondando le smanie di grandezza del presidente del club francese. Ci sarebbe invece da rifilare qualche calcio nel culo a Emil Holm: l’ex-atalantino, ogni volta che ha segnato o fatto segnare qualche compagno, è sempre corso sotto la curva indicando platealmente lo stemma sulla maglia, come a voler ribadire il senso di appartenenza; in queste ore, però, è venuto fuori che negli ultimi tre mesi, con la compartecipazione del suo procuratore, non ha fatto altro che rompere le scatole reclamando il diritto a partire verso grandi club più adeguati al suo talento, finendo per essere accontentato alla grande, visto che è andato a rinforzare la Gang dei Culastrisce. In compenso, sembra che Davide Calabria abbia esternato il desiderio di tornare a vestire i nostri colori … Vabbè, i giocatori passano, la maglia resta, e chi la veste domani sera riceverà la visita del Milan. Un confronto di alto lignaggio, che vanta qualcosa come 92 precedenti, suddivisi fra Prima Divisione, Serie A, Serie B e Coppa Italia; 37 le vittorie del Bologna, 32 quelle del Milan, 24 i pareggi. La vittoria Rossoblù più vistosa risale al 6 gennaio 1935: un grandissimo 6-3, dovuto alle doppiette di Ottani e Raffaele Sansone, accompagnate dai gol di Schiavio e Maini, a cui replicarono una doppietta di Moretti e un gol di Arcari. Per contro, il Milan per ben tre volte si è imposto per 4-1: il 19 giugno 1975, in Coppa Italia, e per due volte in Serie A, il 25 giugno 1989 e il 25 gennaio 2009. Fra i pareggi spicca il 3-3 uscito il 25 settembre 2013: in vantaggio 3-1 fino ai minuti di recupero, beccammo sul filo di lana due gol in pochi secondi grazie ai “ buoni uffici “ del presunto portiere Curci, che con due scellerate respinte corte mise i rossoneri in condizione di salvare le chiappe dopo una prestazione decisamente al di sotto delle aspettative. Domani sera i nostri giocatori saranno chiamati a confermare i progressi messi in mostra in Europa League contro il Maccabi Tel Aviv; è vero che stiamo uscendo faticosamente da un periodo di crisi, ma è altrettanto vero che il Milan, pur secondo in classifica, sta alternando prestazioni altisonanti a seratacce da buttare nel dimenticatoio, ragion per cui, con un po’ di attenzione, potremmo comunque puntare ad un risultato di prestigio. Del resto, lo scorso 14 maggio, la Coppa Italia l’abbiamo vinta contro di loro … Insomma: pronostico triplo, e buona partita a tutti.
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